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Ratificato dall’Italia il Protocollo di Kioto

Ieri sera l’aula del Senato ha votato la ratifica dell’Italia al Protocollo di Kyoto. L’accordo internazionale impone drastiche riduzioni alle emissioni dei gas responsabili dei cambiamenti climatici tra cui il biossido di carbonio (CO2), uno dei principali inquinanti emessi dalle centrali elettriche simili a quella che dovrebbe insediarsi nel territorio di Sparanise.

La ratifica definitiva del protocollo di Kyoto, con il voto di ieri sera al Senato. Il protocollo è stato ratificato da tutti i paesi dell’Unione Europea – in alcune nazioni, come la Gran Bretagna, non è necessario il voto parlamentare – tranne la Grecia che dovrebbe votare oggi. La ratifica dell’Unione Europea dovrebbe quindi essere pronta domani. Buone notizie arrivano anche dal Giappone, dove il Governo dovrebbe dare il via definitivo al Protocollo nella riunione prevista per il 4 giugno prossimo.

“Diamo atto al Ministro dell’Ambiente, al Governo e al Parlamento di aver rispettato gli impegni e i tempi concordati con l’Unione Europea. Ci auguriamo che anche la Russia proceda celermente alla ratifica, in modo che il protocollo entri in vigore: perche’ questo avvenga, l’accordo deve essere ratificato almeno dal 55% dei Paesi aderenti alla Convenzione sul Clima, che rappresentino almeno il 55% delle emissioni di anidride carbonica del mondo” ha dichiarato Gianfranco Bologna, Portavoce del WWF Italia.

L’entrata in vigore del Protocollo che limita le emissioni di anidride carbonica, uno dei gas maggiormente responsabili dell’effetto serra, benché avvenga in misura giudicata largamente insufficiente dagli scienziati, costituirebbe una vera e propria svolta nella politica e nell’economia mondiale. Con il protocollo di Kyoto, infatti, si imbocca la strada dello sviluppo sostenibile e delle tecnologie pulite e meno inquinanti.

“Siamo convinti che i paesi che hanno deciso di non ratificare Kyoto in nome di una visione vecchia dell’economia, presto si troveranno indietro – continua Bologna – . L’accordo sul clima, necessario per diminuire le emissioni inquinanti che incrementano l’effetto serra, costituisce l’unico, significativo risultato del Summit di Rio di 10 anni fa. E’ quindi molto importante che si arrivi a Johannesburg, dove ad agosto si terrà il nuovo Summit dell’Onu sullo Sviluppo Sostenibile, con un concreto segnale di svolta sul fronte, appunto dello sviluppo e dell’economia. Un passo concreto verso l’integrazione tra politiche ambientali e politiche economiche deve e può essere fatto”.

Ora l’Italia deve mantenere gli impegni con i fatti, applicando quanto previsto dal Protocollo, aggiornando la delibera CIPE e procedendo a significative inversioni di tendenza sulla produzione e i consumi energetici e sui trasporti. Nel 1999 le nostre emissioni di andride carbonica sono salite del 6,3% , quindi le scelte politiche dovranno essere ancor più decise e incisive.

I mutamenti climatici sono ormai in atto e in misura addirittura superiore a quanto previsto dagli scienziati, con conseguenze potenzialmente distruttive per gli ecosistemi, le specie e le popolazioni umane.

Il Sud d’Italia è già interessato da fenomeni di desertificazione, mentre gli eventi climatici estremi sono in forte aumento, portando alluvioni e siccità.

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