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Il blues di un artista napoletano non sempre valutato per tutto quello che vale!

Abbiamo recentemente riascoltato con molto piacere, ma anche con grande partecipazione, un piccolo gioiello della musica campana: un blues, un canto di lavoro per il quale l’artista si è ispirato ad un’attività, quella del venditore ambulante di frutta, spesso misconosciuta, se non perfino reietta.

E’ noto che il blues nasce come canto per accompagnare i ritmi lavorativi degli schiavi neri nelle piantagioni americane; è una specie di nenia, quasi un lamento, nelle cui parole ritroviamo accomunati rassegnazione, spirito di rivolta e speranza, nonché appelli a Dio o agli altri uomini , richieste di aiuto e di solidarietà.

Nella canzone di cui stiamo parlando, ‘O trerrote di Tony Tammaro, tutto ciò è presente e sono in più presenti tematiche peculiari della società contemporanea, quali i guasti dell’eccessiva meccanizzazione, uno sfrenato individualismo ed una volontà di sopraffazione: siamo oltre l’”homo homini lupus”!

Tutto ciò è espresso in uno slang che non è napoletano: è quel vernacolo originario di Torre Annunziata, che tanto bene conoscono coloro che negli anni scorsi hanno avuto modo di ascoltare gli accorati appelli di un professore che da Torre, ogni mattina si doveva recare a Napoli per insegnare, come diceva egli stesso, “a quei quattro ciucci”.

Crediamo che la citazione del Tammaro, l’uso cioè del torrese, non sia casuale, ma rispecchi l’intenzione di accomunare il pathos di due lavoratori all’apparenza così diversi, ma tanto simili negli esiti delle loro inani attività professionali.

Imprescindibile è anche la citazione di Casoria: una ridente cittadina alle porte della metropoli pertenopea assurta agli onori della cronaca nazionale circa un anno fa per la festa di compleanno di una giovane silfide, ed ora già tornata ad un ingiusto ed immeritato oblio. Casoria che per Napoli è come Versailles per Parigi!

Ulteriore motivo di plauso viene all’artista dalla scelta di accompagnare al testo vernacolare una traduzione in lingua italiana, che consente anche a chi non ha dimestichezza con le parlate campani di comprendere a fondo la poesia contenuta nei versi del canto blues.

Luigi Palmesano
patafisico

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