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Odore di carburo.

Il carburo di calcio è una sostanza che, al contatto con l’acqua, sprigiona acetilene, gas che fino a qualche decennio fa veniva comunemente utilizzato dai carnacuttari, ossia venditori di carne cotta, per illuminare le loro bancarelle mobili. Molto particolare era l’odore della reazione chimica del carburo, misto a quello dei muselli di bovino lessi, esposti in bella mostra su due o tre livelli, quasi un altare. Chi ha un’età che supera il mezzo secolo queste cose le ricorda certamente.
Un tempo i venditori di musso, i carnacuttari appunto, li vedevamo solo in occasione delle feste patronali: era l’occasione per comprare quei gustosi dadini conditi solo con poco limone annacquato e tanto sale versato dalla punta tagliata di un corno di bue svuotato e appunto riempito di sale.

Il ricordo dell’odore di carburo, del gusto dei dadini di musello, la carta oleata, le dita leccate alla fine del frugale spuntino plebeo ci hanno fatto riflettere su di un’anomalia corografico – gastronomica: chi infatti superava il confine dei comuni dell’agro caleno, si avvedeva che altrove, assieme al musso, si vendeva anche il pèro, la zampa di bovino lessa; e in alcuni paesi era possibile gustare perfino la trippa venduta come da noi solo il musso.

Il motivo di questa deprivazione, di questa discriminazione, vera e propria un’ingiustizia per il nostro palato, è stato da noi lungamente e seriamente ricercato; abbiamo compulsato testi, consultato esimi professori di etnologia comparata, di antropologia culturale, di scienza dell’alimentazione, seriosi storici di tradizioni locali, la cui fama giunge fino ai confini dell’agro caleno.

Le ipotesi scaturite sono state le più varie: c’è stato chi autorevolmente ha messo in campo motivazioni di ordine etico, chi invece ritiene che la proscrizione del piede bollito e della trippa sulle bancarelle, sia da ascrivere a ragioni di ordine climatico e/o topografico; qualcuno, ostinandosi a credere a falsi documenti di natura goliardica, ha perfino accampato un improbabile divieto sancito da una breve episcopale del XVII secolo.

Quale che sia, in fondo, il motivo della mancanza della trippa e delle zampette di bovino dalle bancarelle nei nostri paesi, sapendo che la nostra popolazione si contraddistingue per senso del rispetto, per pudore e modestia, non riusciamo ad immaginare un pignatarese rivolgersi così al carnacuttaro:”Per favore, mille lire di piede, con rispetto parlando”.

Il ‘patafisico

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