CdP

Refusi

Qualche mese fa gli avventori di uno dei bar della nostra piazza principale osservavano con curiosità un uomo, non più giovane, intento a fotografare una di quelle lapidette presenti su molte facciate di edifici, le quali, facendo riferimento ad un articolo del Codice penale, vietano l’apposizione mediante colla o altri mezzi di manifesti et similia.
Alla domanda di uno dei signori presenti, incuriosito da siffatta operazione, l’uomo con l’apparecchio fotografico invitava i presenti a leggere con attenzione il cartiglio marmoreo; esso recita testualmente: “VIETATA LA ‘FFISSIONE” ecc. In qualcuno dei presenti tale lettura non provocò alcuna reazione; qualcun altro si rese conto di aver giocato anni di passatelle e bevuto fiumi di birra contiguamente a tale reato ortografico scolpito nella pietra.

Più effimero, invece, fu un refuso (oggi si chiamano così anche furbi e pericolosi emendamenti di leggi importanti, quando fortunatamente vengono smascherati e pertanto non vengono surrettiziamente approvati) che comparve diversi decenni or sono sui manifesti del programma della festa del santo patrono. Almeno un signore di nostra conoscenza ricorda e ama raccontare con dovizia di particolari l’episodio.

Una mattina di fine maggio, una persona a noi molto cara, purtroppo ora scomparsa, maestro di giochi di parole, oltre che maestro di professione, leggendo il manifesto, si accorse che in occasione della messa solenne della domenica della festa, monsignor Tal de’ Tali avrebbe magnificato “le virtù erotiche del Santo”.

Fu così che l’arciprete, tempestivamente informato dalla persona che aveva notato quella letterina in più, provvide a far correggere l’errore.
E anche quell’anno si parlò solo del drago!

Ma a noi è sempre piaciuto immaginare il contenuto di quell’omelia e le reazioni dei fedeli presenti alla solenne funzione, se il monsignore oratore si fosse attenuto al tema annunciato dal manifesto.

Luigi Palmesano

p. s.:
In questi giorni una terrazza prospiciente la piazza è pavesata di bandiere; peccato che alcune di esse, tra cui quella dell’Austria e quella dell’Albania, siano state esposte all’incontrario. Non è un errore: è un refuso.

© Riproduzione riservata

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *