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*Poesia* – Candidato alle amministrative

Non essere parafrasi, mai!
né giri di parole con sillabe zoppicanti
o vigliacche, né avanzo fossile dove non
vi è che una lunga notte ossidata. Ti
urgono verbi che graffiano le porte
del futuro, unghie che portano
luce dentro la notte rassegnata, dentro

il silenzio di grida morte, dentro
le stanze opache dei calcoli e delle
geometrie variabile del bisogno, il bisogno
del ricco è grazia, dell’umile suona
disturbo.

Tu sei lievito, lucifero e non
votifero, né fascio di sì estorti; con te
cresciamo o moriamo, con te
affonderemo nel buio della sete
ingorda, della sete che acceca
o ameremo il mistero dell’appartenenza,
appartenenza al tempo e alle mani
di mille e mille case.

Non ingannarle le case che generi,
non affondarle nell’asfalto degli inganni,
le case, le case ti chiedono aria,
pensieri e braccia generose per farsi
lanciare nel volo di un vivo domani.

Non congiura né briganti a pignataro,
Pignataro merita lacerti
di cuori ritrovati.

Prof. Giuseppe Rotoli

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