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Bigodini e colazioni.

Anni fa si raccontava di due nostri concittadini, un po’ come i fratelli Capone della famosa e divertentissima pellicola, i quali, dopo aver espletato le incombenze per le quali si erano dovuti recare a Napoli, avendo voglia di un caffè, alla vista di una colorata e sfavillante insegna recante la scritta Coiffeur, entrarono senza indugi nel locale.
Erano gli anni del cosiddetto miracolo economico e per dei provinciali, chiamiamoli per comodità Giovanni ed ovviamente Giorgio, qualsiasi bizzarria in città poteva essere spunto per vanterie e discussioni lunghe ed animate in piazza. Dunque Giorgio e Giovanni entrano in questo strano locale: si guardano attorno, vedono signore sedute su poltrone di fronte ad enormi specchi, alcune ancora sotto la mano sapiente di signorine dall’aria sveglia che applicano ai capelli policromi oggetti simili a cannoli, altre sormontate da enormi elmi a forma di guscio d’uovo, altre ancora affidate all’arte sapiente di professioniste intente a pettinare e a spruzzare sui capelli qualcosa di profumato da una bomboletta simile a quelle nuove di insetticida.

Giovanni e Giorgio, allibiti, si consultano con lo sguardo; alla fine, Giorgio, rivolgendosi a quella che mostrava di essere la proprietaria del locale e che li osservava a sua volta stupita, ma anche divertita, sbottò dicendo:” Basta! Fateci due belle tazzulelle di caffè!”.

Ora, immaginate due viaggiatori ”forestieri” che, per sventura o per puro masochismo, una mattina si aggirano nelle strade di uno dei nostri paesi; si guardano attorno e leggono delle insegne che recitano: generi alimentari – colazioni, oppure alimentari e diversi – si fanno colazioni.

I viandanti, comunque sventurati, entrano nel locale, non vedono né la macchina per il caffè, né tanto meno un tavolino dove poter consumare l’agognata colazione, ma, tra le altre cose, un banco frigo dove fanno bella mostra formaggi, coppe, salami, prosciutti crudi e cotti e tanto altro ben di Dio.

Essi, allibiti, si consultano con lo sguardo e, rivolgendosi al signore del negozio uno dei due sbotta dicendo: “Basta! Due cappuccini e due cornetti!”

Luigi Palmesano
‘patafisico

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