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Idrocarburi pesanti nel terriccio scaricato nello stadio di via Tuoro

PIGNATARO – Sono finalmente giunti (in verità da un bel pezzo, come è possibile desumere dal documento allegato, datato 2 dicembre 2011) i risultati delle analisi del terreno sversato lo scorso novembre da personale della Pignataro Patrimonio nella zona del parcheggio dello statdio di via Tuoro.
Esami commissionati dalla Pignataro Patrimonio dopo che Giovane Italia è intervenuta sul luogo dello sversamento documentando il reato ambientale ed allertando le autorità locali (Carabinieri e Vigili Urbani).

E’ risultato sospetto, agli operatori dell’informazione non asserviti, il fatto che una volta ricevuti i risultati delle analisi non si sia immediatamente avviata la macchina mediatica cuccariana, per gridare ai sette venti l’assenza di elementi inquinanti e per dire che tutto il clamore era solo strumentale ecc ecc.

E’ per questo motivo, quindi, che ci siamo recati a Palazzo Scorpio per ottenere una copia degli esami di laboratorio, eseguiti dalla “Ecoricerche srl” di Capua.

Nonostante il campione, prelevato e consegnato direttamente dalla Patrimonio, sia stato etichettato come “terreno agricolo”, il risultato delle prove di laboratorio è stato confrontato con i valori ammessi per “siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale” e con “siti ad uso commerciale e residenziale”.

Va sottolineato che nella prima delle due categorie potrebbe essere compreso anche il “terreno agricolo”.

Il terreno presenta tracce praticamente di tutti gli inquinanti per i quali erano stati effettuati gli esami chimici, ma sempre in quantità tali da rientrare entro i valori imposti per legge per le due categoreie di terreni con i quali sono messi a confronto. Unica eccezione per gli idrocarburi pesanti (benzene, esano e ottano), la cui presena risulta superiore ai limiti di legge.

Sarebbe dunque interessante conoscere con precisione la proveninza del “terreno agricolo”, soprattutto in virtù degli effetti sulla salute dell’uomo degli idrocarburi pesanti. L’esposizione cronica al benzene, ad esempio, a concentrazioni sufficienti è notoriamente associata a una maggiore incidenza di leucemia.

Se il terreno dovesse provenire da appezzamenti adibiti a colture, quindi, potrebbe essere piuttosto rischioso, considerato che la maggior parte degli inquinanti del suolo entra nella catena alimentare ed arriva all’uomo attraverso le verdure o attraverso i foraggi dati in pasto ad animali che poi vengono macellati e mangiati dall’uomo.

In attesa dei risultati delle analisi dei prelievi effettuati dal Noe, non resta che sapere come e quando sarà rimosso il cumulo di “terriccio agli idrocarburi” sversato nel parcheggio dello stadio di via Tuoro.

Pietro Ricciardi

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