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UN COCOMERO E UN CETRIOLO

Il Cucumis Citrullus e il Cucumis Sativus appartengono entrambi alla famiglia delle Cucurbitacee e crescono generalmente in paesi con clima caldo o temperato; detti ortaggi non sono altro, rispettivamente, che i nostri cari e vituperati cocomeri e cetrioli, ortaggi che hanno dato la stura a diversi detti quali quelli napoletani delle “corna” che arrivano alle orecchie e l’altro delle “fette sugli occhi”, come sembra ben noto a certuni trombati pennivendoli nostrani (dal dizionario Sabatini Coletti, “pennivendolo”: spreg. scrittore o giornalista che si pone al servizio di chiunque gli offra un compenso economico o altri vantaggi).
Infatti, nel 1835, Alexandre Dumas, il padre dei “Tre Moschettieri”, visitando Napoli, constatò che il popolo dei “bassi” non potendo nutrirsi dei troppo cari spaghetti, se non poche volte, nelle solennità, si cibava di pizza, d’inverno, e “melone d’acqua”, cioè cocomero, d’estate.

Lo stesso scrittore francese cita il detto partenopeo che vanta i meriti del frutto: si mangia, si beve e ci si lava la faccia. Il miglior modo di gustare la fetta di cocomero: addentare la polpa finché le “corna” arrivano alle orecchie.

L’altro famoso detto è un vero e vecchio “rimedio della nonna” – napoletana in questo caso – che sostiene che, per ridurre il gonfiore degli occhi, ravvivare le sguardo e ridurre le borse sotto agli occhi, è necessario applicare due fette di cetriolo sugli occhi per almeno un quarto d’ora. Orbene, pare proprio che tali rimedi siano da consigliare ai nostri pseudoscrittori che sembrano proprio che abbiano problemi di vista e di udito.

Quando non amano essere contraddetti o quando si sentono attaccati nell’interessenza dell’agiografia ufficiale, sembrano effettivamente un cocomero e un cetriolo.

E’ significativo aggiungere, però, che entrambi gli ortaggi si presentano con una forma allungata quasi ovoidale, la cui lunghezza può variare da 0 a 30 cm. per il Cucumis Sativu, il cetriolo, e da 0 a 70 cm. per il Cucumis Citrullus, il cocomero. Un’altra particolarità che interessa entrambi è che la buccia è di colore verde scuro, striata di bianco, per il cocomero, e con la polpa rossa o bianca, mentre è ricoperta da piccole protuberanze, per il cetriolo, con la polpa di colore verde chiaro e con all’interno i semi bianchi.

Il bianco, è ancora un elemento comune tra i due ortaggi e pare che prevalga nel caso in cui non potendo pigliarsela con qualcuno o qualcosa, i trombati della penna esclamino ad alta voce un verso di una famosa canzone:”…si ‘o melone è sciuto janco, mo cu cchi t’a vuò piglià…”.

Da buoni ex, di tutto quanto può essere ex, i nostri pseudoscrittori hanno bisogno, oltre che di una ripassata del nostro volgare, scritto e parlato, anche di una visita oculistica e otorinolaringoiatrica.

Ignazio Del Vecchio

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