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CITTADINANZA ATTIVA: riflessioni sull’ HOMO CIVICUS del giovane di sinistra

Ci troviamo anche quì a Pignataro a riflettere se sia l’inerzia dei partiti, sempre più distanti dalle istanze dei cittadini, dai loro bisogni, ad allontanare i giovani dai circuiti più vicini alla politica partitica.

Possiamo concordare sul fatto che i giovani sono da sempre oggetto di osservazione privilegiata per comprendere i cambiamenti sociali, in relazione all’evoluzione dei rapporti tra politica e società.
GIOVANI = cittadinanza attiva e partecipazione politica è un’equazione che sta vivendo un periodo di crisi.

Tale riflessione vale decisamente più per il centrosinistra che per il centrodestra, dato che molti giovani di sinistra di Pignataro Maggiore, a nostro avviso, non trovano più nei partiti tradizionali i loro punti di riferimento e sembrano piuttosto restii a dare il loro contributo, il loro apporto di idee e di energie alla politica.

Chiediamo scusa ai ragazzi del centrodestra se vogliamo concentrarci in questo nostro editoriale con la realtà che vivono i giovani di sinistra, soprattutto per meglio comprenderla, dato che a Pignataro i giovani del centrodestra hanno un loro ruolo ben definito nel panorama politico locale.

Tanti giovani di sinistra, invece, sono lontani dal tradizionale rapporto con i partiti, e preferiscono impegnarsi nei movimenti in cui ritrovano un ruolo a loro più congeniale e vitale.


Nei movimenti i giovani di sinistra che conosciamo ritrovano luoghi dove esprimere al meglio una cittadinanza attiva, un loro essere “homo civicus” che implica la necessità di confrontarsi con i problemi sociali della collettività in quanto mostrano, riguardo ai partiti tradizionali di centrosinistra, una certa diffidenza che a volte fa loro percepire quei partiti quali portatori di interessi di bottega o vere e proprie oligarchie di potere.

Eppure per chi entra nei circuiti vari di INTERNET è facile ritrovare un attivismo notevole dei giovani, che esprimono il loro assenso o dissenso riguardo a varie tematiche sociali.
Se è vero che è una presa d’atto della realtà odierna dei social network, non avere organizzazioni giovanili strutturate in cui si sente il calore del confronto, della discussione è una realtà che offre tanti momenti di riflessione, sovente tristi.

Questo nostro intervento, quale redazione di CdP, intende essere un primo momento di riflessione per comprendere, in quanto i giovani sono quelli a cui vogliamo dar fiducia in questo momento contingente per la crescita della nostra comunità, e mi sembra che questo sia stato un messaggio che abbiamo lanciato con convinzione nel precedente editoriale.

Eppure dare, offrire, donare con passione e coraggio il proprio impegno dovrebbe essere una prerogativa dei giovani, i quali, essendo più a contatto con le letture sociologiche e filosofiche, ricordano meglio di noi ciò che diceva MAX WEBER: SI VIVE PER LA POLITICA, NON DI POLITICA.

Angelo Martino
redazione CdP

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