CdP

Operazione Caleno. Il Comune si costituisce Parte Civile

I tronconi in cui si era diviso il processo conseguente gli arresti avvenuti nella c.d. Operazione Caleno, condotta dai militari dell’Arma di Pignataro Maggiore, guidati dai comandanti Di Siena e Gallo, saranno, per motivi tecnici, riuniti in unico processo che ripartirà il prossimo 16 di luglio.
In quella occasione si riprtirà dalla costituzione delle parti in giudizio: l’accusa, sostenuta dai pm ed i difensori.

Sarà dunque possibile per il Comune procedere a costituirsi Parte Civile come deliberato in Giunta il 22 giugno scorso.

A rappresentare l’ente sarà l’avvocato Laura Carmen Di Rubba.

Con la costituzione del Comune in Parte Civile l’avv. Luciano Polizzi (difensore di uno degli imputati), si troverà nella condizione di difendere gli interessi del Comune in una serie di procedimenti, grazie ad incarichi avuti dall’Amministrazione Cuccaro durante questo suo primo anno di guida della città -; e di rappresentare interessi contrapposti a quelli dell’Ente nel procedimento in di cui all’oggetto.

La costituzione come Parte Civile nel processo contro i clan locali venne fortemente auspicata da CdP all’epoca degli arresti. Auspicio non colto dall’Amministrazione Magliocca, che ignorò questa possibilità, come pure dall’opposizione, che farfugliò qualche parola quando ormai erano scaduti i termini perché la costituzione in giudizio potesse materialmente avvenire.

Va però dato atto che oggi, con l’incarico dato all’avv. Di Rubba, l’allora opposizione, ora rappresentata nella maggioranza che guida il paese, ha ampiamente riscattato la “timidezza” mostrata all’epoca (ovviamente – è superfluo precisarlo – molto meno importante della “timidezza” mostrata dalla maggioranza di quei giorni).

Va altresì dato atto che oggi, come allora, ad ispirare la discussione sull’opportunità di procedere alla costituzione in giudizio, è stato il giornalista Enzo Palmesano, che ha seguito con attenzione la vicenda perchè già costituitosi parte civile durante la prima fase poichè presunta vittima di “violenza privata” da parte di una delle persone sotto inchiesta.

Pietro Ricciardi

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