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EFFEMERIDI OLFATTIVE

Da qualche settimana ci viene proposta in televisione la pubblicità di un dessert al caffè nella prima parte della quale un caratterista, che dovrebbe rappresentare la napoletanità con la mascella che richiama quella del grande Totò, controbatte al padrone di casa, che gli aveva offerto l’esatta pronunzia di una pietanza tipica milanese, dicendo: “Vuoi mettere con sasiccia e friarielli?” e viene immediatamente rintuzzato dalla moglie o fidanzata (e sarebbe stato il caso che avessero scelto una che somigliasse a Tina Pica, per farle completa) con un “… e ghiamm!”.
Alcuni forse ancora non sanno che esiste un confine gastro-topo-onomastico che coincide pressappoco con il fiume Volturno: a nord di esso con il termine friarielli si chiamano i peperoncini verdi non piccanti; a sud, invece, friarielli, (o orrendamente italianizzato il nome in friggitelli), chiamano quella verdura che a Pignataro e in poche altre parti prende il nome di mugnoli.

Qualche anno fa il gestore di un lido di Baia Domizia, che da poco aveva intrapreso anche l’attività di ristoratore, scrisse sulla lavagnetta del menù che era possibile ordinare per la cena appunto i friarielli. Immaginate la piacevole sorpresa dei clienti napoletani del lido nel vedersi proporre in piene estate quella che per loro era una pietanza tipicamente invernale. Fu così che tanti di essi si affrettarono a prenotare per la sera abbondanti porzioni di“sasiccia e friarielli” allo stupito ristoratore, nato e cresciuto a nord del Volturno. Non è difficile immaginare quale fu la delusione degli avventori nel vedersi ammannire peperoncini verdi con salsiccia.

Chi ha ancora la buona abitudine di camminare a piedi per le strade dei nostri paesi, riesce facilmente a riconoscere i profumi che emanano da pentole, padelle, teglie, tegami, griglie e casseruole nel pieno esercizio delle rispettive funzioni: il ragù domenicale, la frittata di cipolle, i guanti, le pastiere, il sugo col pomodoro fresco, il pesce fritto, quello arrostito, una grigliata di carne, i carciofi sulla brace e tanto altro ancora.

Ci sono, però, due profumi inconfondibili che, senza il ricorso alla precessione degli equinozi e ad altri complessi calcoli relativi al moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole, ci annunziano, in guisa di effemeridi olfattive, l’imminente arrivo dell’estate e dell’inverno e sono appunto il profumo dei friarielli per l’estate e quello dei mugnoli per l’inverno.

Il ‘patafisico

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