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Illegittima la delibera di affidamento del servizio di raccolta differenziata.

PIGNATARO – Altra figuraccia dell’Amministrazione Comunale, che da pochi giorni ha approvato, in Consiglio Comunale, una delibera illegittima ai sensi del Dl numero 83/2012.
Il decreto, immediatamente operativo all’atto della pubblicazione, è di pochi giorni prima del Consiglio Comunale durante il quale si è votata la delibera di indirizzo per l’assegnazione del servizio di raccolta differenziata.
Secondo quanto sancito dal Dl n. 83/2012 Misure urgenti per la crescita del Paese (cd. “Dl Crescita”), i servizi pubblici locali saranno affidati solo per ambiti ottimali omogenei individuati e perimetrati dalle Regioni e solo dall’Ente di governo degli stessi ambiti.

L’articolo 53 del Dl 83/2012 in parola modifica il Dl 138/2011, convertito in legge 148/2011 che ha ridisegnato la disciplina dell’affidamento dei servizi locali di rilevanza economica.

Salvo la regola del “libero mercato”, gli affidamenti in esclusiva — tramite gara, gara “a doppio oggetto” o “in house” – si faranno solo per ambiti ottimali omogenei e se ne occuperà l’Ente gestore.

Le Regioni devono anche varare una delibera-quadro in cui definiscono i servizi liberalizzati e quelli che invece decidono di affidare in esclusiva. Senza la delibera è vietato affidare servizi in esclusiva.

Il parere obbligatorio dell’Antitrust sulla delibera ora, dopo le modifiche del Dl 83/2012, è soggetto a silenzio-assenso ed è chiesto solo in caso di attribuzione di servizi in esclusiva sopra i 200.000 euro/anno.

La delibera-quadro va emanata entro il 13 agosto ma mancano ancora le direttive ministeriali su come “scriverla”.

E’ dunque evidente che la delibera del consiglio comunale del 29 giugno 2012, essendo stata adottata dopo la pubblicazione del decreto legge, non risponde a quanto ivi previsto, e risulta pertanto illegittima.

In questo quadro normativo in evoluzione, bisogna stare particolarmente attenti a non effettuare scelte che possano essere annullate per vizi di legittimità. Ciò in particolare, inoltre, laddove non si individuino particolari esigenze di urgenza e di necessità. E’ proprio il caso di Pignataro Maggiore, dove la gestione del servizio, affidata correttamente “in House” alla società Pignataro Patrimonio in vigenza di un quadro normativo poi modificato, non era e non è in scadenza, per cui voler modificare, peraltro in contrasto con il richiamato D.L. 83/2012, la situazione potrà prefigurare anche responsabilità degli amministratori che hanno adottato questa delibera.

Purtroppo porre le necessarie attenzioni alle evoluzioni del quadro normativo corrente riesce moto difficile al sindaco Cuccaro, che in un anno di Amministrazione ha cambiato più Segretari Comunali che giacche.

Pietro Ricciardi

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