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TRA FISICA E “METAFISICA”: ALCUNE QUESTIONI

Sarà certamente capitato a ciascuno di voi di trovarsi a riflettere sulle conseguenze filosofiche solitamente ricavate dal principio di indeterminazione di Heisemberg. È pleonastico ricordare che esse sono principalmente due e concernono la nozione di oggetto fisico e quella di causalità.
Proprio partendo dalla riflessione sulla seconda delle implicazioni, cioè, come dice il noto filosofo della scienza Friedrich Waismann, che “la caduta della causalità è un’immediata conseguenza del principio di indeterminazione”, ci siamo chiesti: se un gatto nero ha attraversato la strada che noi stiamo percorrendo e noi non ne abbiamo avuto contezza, o perché distratti, ovvero perché ciò è avvenuto prima di una curva o per altro motivo, dobbiamo lo stesso temere le conseguenze di tale evento? E se, invece, abbiamo visto il felino compiere il tragitto e ci siamo fermati scaramanticamente per lasciar passare prima di noi un altro malcapitato, e questi non crede nelle nefande conseguenze dell’evento, esse ricadranno su di lui o su di noi?

È noto a tutti che la semina e il trapiantare, soprattutto degli ortaggi, devono avvenire durante la fase di Luna calante, se si vuole ottenere un raccolto soddisfacente; orbene, qualche settimana fa abbiamo ricevuto, tra il confidenziale e l’iniziatico, una rivelazione a dir poco sconvolgente: se si semina o si trapianta il venerdì dopo le tre del pomeriggio è come se fosse sempre Luna calante. A questo punto però sorge una domanda alla quale è difficile dare risposta certa: durante il periodo dell’orario legale bisogna aspettare le sedici per poter proficuamente seminare?

Un nostro amico era angosciato da un dubbio: avendo egli fatto accidentalmente cadere, causandone la rottura, uno specchio bifacciale, si chiedeva se gli anni di guai che lo attendevano fossero i canonici sette o quattordici, data la natura doppia dell’oggetto frantumato.

Se si rompe una bottiglia di olio di semi, bisogna temere le stesse conseguenze derivanti dalla rottura di una bottiglia di olio d’oliva?

Presso alcuni popoli un gesto apotropaico è quello di toccare ferro, mentre presso altri è toccare legno: se un italiano si trova in Francia, dovrà continuare a toccare ferro o dovrà adeguarsi e quindi toccare legno? Sugli aerei che battono bandiera italiana non esiste la fila diciassette; su aerei di altre nazioni non esiste la fila tredici: se ci capita la fila diciassette su un aeromobile non italiano dobbiamo temere il peggio o vale il principio della extraterritorialità?

Per fortuna, tra tutte queste aporie, qualche certezza esiste: è stato sperimentalmente provato che è possibile intervenire sul malocchio anche a notevole distanza grazie al telefono. Una nostra concittadina che risiede in Svizzera, quando è oppressa da mal di testa di origine sospetta, chiama la madre a Pignataro: l’anziana signora riesce a risolvere il problema della figlia a più di mille chilometri di distanza. Non sappiamo ancora, purtroppo, se è stata esperita anche la via della videochiamata tramite Skype per ottenere risultati migliori.

Il ‘patafisico

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