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A PROPOSITO DELLA PIRAMIDE, VERA O PRESUNTA, A GIANO VETUSTO

Quando, la primavera scorsa, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno comminato ammende ai raccoglitori di asparagi sulle nostre colline, abbiamo avuto il sospetto che la tossicità dei prodotti chimici per lo spegnimento degli incendi non fosse che un pretesto per tener lontani i comuni cittadini da quello che di lì a poco sarebbe diventato un luogo di ricerca.
In seguito abbiamo avuto la conferma per tale sospetto.
Infatti, già verso la seconda metà del mese di aprile, un gruppo di distinti signori con curiosi grembiulini, ha esaminato, con sofisticata strumentazione e con l’ausilio di tradizionali compassi e squadre, quella formazione orografica verso Giano Vetusto, che tanta curiosità sta adesso destando nei cittadini dei nostri paesi. Sappiamo, purtroppo che per conoscere le conclusioni alle quali arriveranno quei distinti signori occorrerà almeno un’ordinanza di un tribunale.

È stata poi la volta, qualche giorno dopo, della Commissione scientifica dell’Ordine degli Esorcisti delle Diocesi campane (O. E. D. C.); questi scienziati hanno battuto palmo a palmo la strana collinetta, dotati di spettrometro di massa per la rilevazione di eventuali vapori sulfurei, nella convinzione che essa non sia altro che un’appendice, un’escrescenza del regno di Lucifero.

La delegazione del Comitato per il Pellegrinaggio a piedi a Loreto di Recanati (C. P. P. L. R.) ha esaminato la pietra non calcarea che si trova sulla sommità del cono per verificare se essa possa essere quella parte delle fondamenta della Santa Casa di Nazareth, caduta accidentalmente per un’errata manovra degli angeli, che si erano accorti di essere andati fuori rotta.
Sappiamo che queste due ultime ipotesi sono al vaglio degli insegnanti e degli studenti dell’Istituto autonomo comprensivo (I.A.C.) “Sacre Stimmate purulenti della beata Veneranda da Raviscanina”, coordinati da S. E. il Barone di Rocchetta, Croce e Val d’Assano.

I membri del Circolo degli Egittologi dilettanti di Formicola e Pontelatone (C.E.D.F.P.), dopo aver attentamente vagliata sul posto ogni ipotesi, si sono riuniti presso il ristorante Il Pomodorino di Treglie (ampi locali per cerimonie e sponsali, chiuso il martedì; per prenotazioni: info@pomodorinotreglie.com) e qui, all’unanimità, in base anche alla osservazione della carta “Immagine: a0001899” dell’Istituto Geografico Militare, sono giunti alla determinazione che il sito del comune di Giano Vetusto non avrebbe nulla da invidiare al sito di Giza, se non per la mancanza di una sfinge.

In tutto ciò, gli studiosi dell’Associazione neo – euclidei di Ciociaria e basso Lazio (A.N.E.C.B.L.) nel prossimo numero della rivista Il Segmento, pubblicheranno le loro conclusioni scientifiche sull’esistenza della piramide conica.

Noi, pur valutando con estrema attenzione le ipotesi appena riportate, attendiamo con ansia i risultati delle prospezioni, delle analisi e dei rilievi effettuati dal Club degli Ufologi di Lecce – Otranto (omettiamo per ovvie ragioni l’acronimo), che saranno pubblicati, se prima non dovesse intervenire la fine del mondo, negli ultimi giorni di dicembre.

Il ‘patafisico

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