CdP

FACCIAMO IL PUNTO SUL GOVERNO POSSIBILE

Nei giorni passati siamo rimasti fermi alle notizie sul fenomeno dei grillini, che viene analizzato a 360 gradi con i suoi cofondatori, Grillo e Casaleggio, che ripetono fino all’inverosimile che non faranno ammucchiate con i partiti per la formazione di un governo, al punto tale che il presunto guru informatico annuncia le sue dimissioni dal movimento nel caso gli eletti non seguissero tali raccomandazioni. Oggi, con l’elezione dei presidenti di Camera e Senato alle porte, nulla è mutato, anzi tutto sembra essersi complicato per la formazione di un governo.Il Presidente della Repubblica, mentre annuncia perentoriamente che non intende procedere per un mandato bis, non fa trapelare niente circa l’affidamento, a Bersani o ad altra personalità politica della coalizione che ha vinto le elezioni, della formazione del nuovo governo.

Tutto lascia presagire che ciò possa accadere ma, a bocce ferme, gli otto punti della sinistra scricchiolano sempre più ogni giorno che passa, anche perché all’interno del PD la lotta tra Renzi e Fassina, per esempio sul rimborso elettorale relativo al finanziamento ai partiti, produce inevitabilmente frizioni e opposizioni, soprattutto nella pubblica opinione che vede nelle risorse economiche destinate ai partiti l’ennesimo boicottaggio al referendum abrogativo di qualche anno fa e il mancato rimborso delle tasse – si pensi all’IMU – che hanno permesso al governo Monti di pareggiare il bilancio dello Stato.

Del PDL non vi è traccia di notizie sulla formazione di un governo; i vari Alfano e compagnia aspettano che il PD faccia flop per portare il Paese a nuove elezioni, fatto che trova sponda in alcune dichiarazioni di Renzi sulle possibili rielezioni per il prossimo mese di giugno. Il padre padrone del PDL, che in un primo tempo faceva presagire l’opportunità di un governissimo PD-PDL e addirittura un supergoverno con l’appoggio dei grillini, dopo due settimane cambia tattica e strategie, causa la condanna sulla telefonata Fassino-Consorte e le sentenze a venire sul caso Ruby ma soprattutto sul caso Mediaset, che lo ha visto già condannare in primo grado a quattro anni e, ciò che più tormenta il centrodestra, alla possibile condanna all’interdizione dai pubblici uffici con l’inevitabile cacciata di Silvio Berlusconi dal Parlamento.
Dal canto suo, è opportuno riferire che il Silvio nazionale ha l’assoluzione in Cassazione sul caso Mediatrade. Intanto, la volontà del popolo sovrano sembra essere lasciata alle ortiche e stranamente non si parla più di lavoro e di occupazione, al punto che la Camasso – segretaria della CGIL – fa capire nella trasmissione di Lucia Annunziata che si potrebbe andare a nuove elezioni nel caso il tentativo di Bersani potrebbe fallire. Insomma, siamo veramente nelle mani di Dio.

ignazio del vecchio

© Riproduzione riservata

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *