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LA MORTE DI PILADE BRONZETTI A CASTELMORRONE di Luigi Toro: opera da recuperare

“ Accanto alle immortali famiglie dei Cairoli e Debenedetti , e a tante altre per cui veste lutto l’Italia , passiamo alla venerazione di quella dei Bronzetti. Il maggiore fratello era caduto contro gli Austriaci a Seriate ; il secondo cadde non meno eroicamente a Castel Morrone” .
Sono le parole di Giuseppe Garibaldi stesso ad onorare la memoria del Maggiore Pilade Bronzetti , l’eroe mantovano che versò il suo sangue il 1° ottobre del 1860 a Castel Morrone in Terra di Lavoro , difendendo fino al sacrificio estremo la posizione strategica che gli era stata affidata quale Comandante del 1° Battaglione Bersaglieri .
Pur rimanendo ucciso, il Maggiore Bronzetti rallentò l’avanzata delle preponderanti forze borboniche e nelle sue Memorie Giuseppe Garibaldi stesso volle ricordare l’eroismo del Maggiore Bronzetti “ alla testa di circa duecento uomini a sostenere l’urto di quattromila Borbonici” . Al termine del suo omaggio al Maggiore Pilade Bronzetti Garibaldi nelle sue Memorie si chiede: E ove giacciono le ossa di codesti eroi , dell’eroe Bronzetti? Italia, terra di monumenti , saprai tu ricordarle?”

Accanto all’amico e commilitone mantovano Pilade Bronzetti era il pittore – patriota sessano Luigi Toro che fu colpito dall’eroismo del maggiore mantovano e intese celebrare il suo eroico gesto con un’opera da annoverare tra le maggiori del patriota e pittore di Lauro di Sessa.
Trattasi di una tela di ben quattro metri adesso arrotolata in una stanza del Museo Nazionale di San Martino a Napoli, impolverata, priva di cornice e lasciata che il buio ne deteriori progressivamente i colori e la bellezza. Luigi Toro dipinse “La Morte di Pilade Bronzetti a Castelmorrone” nel 1885.

“Il quadro – ci ricorda il prof. Gaetano Mastrostefano che ha curato un volume dedicato all’artista e patriota Luigi Toro, fu recensito da un giovane Gabriele D’Annunzio allorché si recò in visita allo studio romano del l’artista il 10 luglio 1885 . Il corpo del maggiore mantovano Pilade Bronzetti- scrive l’allor cronista D’annunzio “ campeggia , occupa il terreno , non come un vinto , ma come un vincitore…Tutte le figure impallidiscono davanti a lui. Soltanto la grandezza della campagna è uguale alla grandezza dell’eroe”. Guardando , si vede lo spazio, l’aria libera , quasi la fragranza terrestre …una nobiltà severa di linee che si succedono gridanti sino all’orizzonte chiarissimo. Le colline sono immerse in leggeri vapori e lontanano con un gusto di prospettiva veramente bello e giusto”.

Lo storico pignatarese Nicola Borrelli , presso la cui abitazione il maestro e patriota Luigi Toro visse gli ultimi giorni della sua vita , al riguardo del quadro evidenzia che sullo sfondo si possono vedere “ truppe che sfilano in lontananza , balenii di armi agli ultimi raggi di sole, vapori di fumo di fucileria all’orizzonte”.
Il quadro appartiene alla Fondazione Banco di Napoli dal 1900, quando, dopo la scomparsa dell’artista, a causa di un credito fondiario esercitato dal Banco di Napoli, il dipinto entrò nella proprietà dell’ente, confluendo poi nelle sue collezioni.

Dopo la fusione del Banco di Napoli con Intesa SanPaolo , numerosi appelli sono stati rivolti ai vertici della Banca Intesa San Paolo, solitamente sensibile alle iniziative legate al mondo dei Beni culturali, tra cui ricordiamo le missive del Comune di Sessa Aurunca datate 11 novembre 2009, 22 ottobre 2010, fatte proprie dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con una lettera inviata al dottor Paolo Grandi, Responsabile dei Beni Archeologici e Storico Artistici del gruppo bancario IntesaSanPaolo .

Il recupero rappresenterebbe il primo passo per un ideale “ritorno a casa” dell’opera che darebbe un valore culturale aggiunto alla provincia di Caserta e alla sua pagina gloriosa del Risorgimento italiano.

Angelo Martino
redazione

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