CdP

Il Cira contro il biocidio

CAPUA – Il C.I.R.A. (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) ha messo a disposizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere una piattaforma informatica relativa ai terreni contaminati.
Il 16 Dicembre 2013, il Procuratore di Santa Maria Capua Vetere,Corrado Lembo e il presidente del C.I.R.A., Enrico Saggese, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, valido per tre anni, relativo all’utilizzo di una piattaforma informatica, in cui saranno inseriti milioni di dati inerenti ai luoghi dei disastri ambientali nella “Terra dei Fuochi”.
Gli ufficiali di polizia giudiziaria, in sede di ispezione di un terreno, potranno visionare in pochi minuti su un tablet tutti i controlli e le analisi già fatte in quel luogo. Si tratta, in pratica, di una banca dati che il C.I.R.A., a costo zero, ha messo a disposizione della magistratura per una “mappatura” dei luoghi contaminati.
Al suddetto strumento di indagine e di analisi hanno aderito i più importanti istituti di ricerca, come il C.I.R.A, il C.N.R. e alcune università.

Il C.I.R.A., che rappresenta una eccellenza del nostro territorio, ha voluto con la sua ricerca all’avanguardia, rispondere fattivamente al protocollo organizzativo della provincia di Caserta, redatto dalla prefettura di Caserta e dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. I software messi a disposizione dall’istituto di ricerche aerospaziali permettono una catalogazione e un aggiornamento continui di tutti gli elementi conoscitivi derivanti da accertamenti fatti da carabinieri, guardia di finanza, polizia e dagli altri organi competenti ad accertare reati ambientali.

 

Tale mole di informazioni potrà essere consultata solo dagli ufficiali di polizia giudiziaria in fase di indagine; successivamente potranno accedere a tale archivio informatico tutte le istituzioni che, a vario titolo, si occupano dell’ambiente. Ora si spera che venga inasprita la legislazione a tutela del territorio, affinché vengano puniti severamente il danneggiamento e il disastro ambientale. Se è vero, come ha detto recentemente la senatrice Rosaria Capacchione, in un pubblico incontro a Marcianise (Liceo “Quercia”), che per bonificare la “Terra dei Fuochi” occorrono trenta miliardi di euro, c’è poco da star tranquilli.

 

Urge, pertanto, una mappatura dei terreni più a rischio ed un progetto serio di bonifica, che deve essere trasparente, per evitare che chi ha interrato in passato i veleni, che stanno provocando tanti morti, si appropri dei fondi che lo Stato stanzierà per tale operazione di risanamento ambientale. Da qui la necessità di tenere d’ora innanzi gli occhi aperti, perché il sonno della ragione (e del coraggio) genera mostri.

 

Fonte:
Giornale online del Liceo Garofano di Capua – articolo di LAURA LIZZA

© Riproduzione riservata

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *