CdP

Air Purifier Bike, la bici che purifica l’aria

Che la bicicletta rappresenti un volano di sviluppo economico e industriale, oltre che il mezzo di trasporto ideale per la mobilità urbana del futuro, lo hanno già dimostrato diversi progetti innovativi.
Primo fra tutti la Copenaghen Wheel messa a punto da Carlo Ratti nel Senseable City Laboratory, al Mit di Boston. Adesso però l’asticella si alza di un livello. E la bicicletta si trasforma in una piccola centrale mobile per la purificazione dell’aria. L’idea, ancora tutta sulla carta, arriva da Bangkok, capitale della Thailandia con enormi problemi di inquinamento.

Qui tre designer dai nomi impronunciabili, Silawat Virakul, Torsakul Kosaikul e Suvaroj Poosrivongvanid, hanno ridefinito il concetto di mezzo di trasporto ecologico, trasformandolo da passivo in attivo. “Andare in bicicletta significa ridurre il traffico cittadino e non immettere sostanza inquinanti nell’aria”. sostiene Virakul, di Lightfog Creativity & Design. “Noi vogliamo dare ancora più valore a ogni pedalata, facendo in modo che la bicicletta possa contribuire ad abbassare l’inquinamento esistente”. È questa, in sostanza, la mission della Air Purifier Bike.

La domanda è scontata: ma come si fa? Con un sistema a doppia azione. Il primo è un filtro che si trova nella parte centrale del manubrio, un vero e proprio minidepuratore in grado di bloccare polveri, inquinanti e anidride carbonica, e ripulire l’aria che viene respirata dal ciclista. La vera rivoluzione però è l’impianto di fotosintesi artificiale integrato all’interno del telaio della bicicletta. Grazie alla reazione tra corrente elettrica, prodotta dall’azione meccanica dei pedali, e acqua, contenuta in un piccolo serbatoio posto sotto il sellino, Virakul, Kosaikul e Poosrivongvanid, sostengono di poter replicare quella dissociazione che permette di convertire l’acqua in protoni (idrogeno) e ossigeno.

Tra l’altro, visto che l’Air Purifier Bike nasce come bicicletta a pedalata assistita, dunque dotata di motore e batteria, l’azione di fotosintesi potrebbe continuare anche a ruote ferme, facendo ricorso alla corrente della batteria.

Oltre alla sua azione green, l’Air Purifier Bike può vantare anche una linea futuristica. La batteria è integrata nel tubo obliquo carenato, il motore elettrico è nascosto nel movimento centrale cavo e le ruote non hanno i raggi ma solo tre razze, anch’esse carenate. Sulla ruota anteriore si nota un grande disco, che potrebbe essere associato a un freno a contropedale sulla ruota posteriore. Tutto questo, oltre ovviamente agli impianti di purificazione, ha fruttato alla Air Purifier Bike il prestigioso Red Dot Design Award nella categoria Concept. Prossimo obiettivo dei tre designer è quello di realizzare il primo prototipo con cui, poi, andare alla ricerca dei finanziamenti necessari all’industrializzazione.

Ricerca che, nonostante la crisi, potrebbe rivelarsi meno critica del previsto dal momento che, stando al report “Global Bicycle Industry 2013-2018: Trends, Profit, and Forecast Analysis” di Lucintel, nel prossimo quinquennio dovrebbero arrivare cospicui investimenti governativi per il contenimento dell’inquinamento atmosferico e acustico. E cosa c’è di meglio che una bicicletta in grado di purificare l’aria?

fonte: Wired

© Riproduzione riservata

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *