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La svolta buona, se non ora quando?

Le ultime vicende testimoniano una volta di più che non si può amministrare un paese senza una forza politica, un consenso sociale e con dei numeri traballanti. Occorre aprire una fase nuova con più politica, maggiore partecipazione, meno indifferenza della società civile e più responsabilità dei cittadini e apertura del processo decisionale.
Non si può mettere un limite di velocità alla democrazia, ma occorre eliminare ogni insidia e trabocchetto che possono compromettere la sua sostanziale praticabilità e agibilità.

Pur condannando e stigmatizzando senza riserve e con determinazione alcuni atteggiamenti di una parte minoritaria del movimento popolare, che si è organizzato dal basso contro gli esorbitanti aumenti della Tares, la scarsa attenzione per le fasce deboli della popolazione, l’inefficienza e inefficacia dei servizi erogati dal Comune e dalla sua municipalizzata, non si può non tener conto delle istanze sollevate in maniera civile e legittima dalla maggioranza dei cittadini pignataresi, che esprimo bisogni e disagi reali.

La partecipazione popolare si legittima se è rispettosa delle posizioni di tutti. Mi sento di esprimere, a titolo personale, la solidarietà verso coloro , sindaco e portavoce in primis, che sono stati vittime di attacchi personali, in ogni forma, agiti spesso con la vigliacca dinamica dell’anonimato. Solidarietà che esprimo con profondo convincimento, anche nei confronti di chi ha girato la faccia dall’altra parte quando invece io sono stato vittima di attacchi personali.

Da un punto di vista umano è comprensibile anche se non giustificabile l’attaccamento alla poltrona, ma non si amministra un paese militarizzandolo e cercando di imporre le decisioni con la “debolezza” dei numeri e in compagnia di un Passaro solitario.

Chi come me non esprime posizioni antisistema, ma crede nella capacità del sistema di riformarsi, confida e auspica il senso di responsabilità politica di chi riveste ruoli istituzionali, ed è convinto più che mai che l’unica svolta buona per il paese sia quella indicata nella foto.

Bartolo Mercone

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