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Vincenzo Raucci, protagonista delle lotte contadine e deputato della Repubblica

Vincenzo Raucci iniziò il suo impegno di attivista comunista nel 1944, a 20 anni. Infatti nacque a Capua nel 1924 e visse i suoi anni di fanciullezza ed adolescenza in un ambiente familiare di forte impronta fascista. Ricordiamo solo che il nonno Vincenzo era stato nel 1921 segretario della sezione del Fascio di Capua e suo padre Attilio aveva partecipato alla marcia su Roma e accusato dell’aggressione del deputato socialista Vittorio Lollini.
La famiglia era una famiglia molto benestante di commercianti e proprietari di immobili. Fu allievo del professore Alberto Iannone , nonostante il professore fosse un noto antifascista, e da quegli insegnamenti Enzo Raucci trasse l’ispirazione di una scelta di vita al servizio delle classi subalterne di Terra di Lavoro. Raucci si iscrisse al Partito Comunista Italiano nel 1944 e già il 22 ottobre fu tra i sei delegati della sezione di Capua, insieme a Aniello Tucci, De Cecio, Antonio Perrotta, Pasquale di Rienzo e Vittorio Castellano, alla conferenza di organizzazioni delle sezioni del Pci dell’Oltrevolturno che si tenne a Sparanise. Da allora il suo impegno fu mirato a costruire e dare forza al “Partito nuovo” con incarichi di responsabilità. Enzo Raucci rischiò il primo arresto nel corso di un comizio per una manifestazione non autorizzata, dopo la notizia dell’attentato a Togliatti. Riuscì a sfuggire ai carabinieri, rifugiandosi nella casa di Benedetto D’Innocenzo a Calvi Risorta, mentre veniva condotte al fermo le sorelle Maria e Velia. Raucci entrò a far parte del comitato federale del Pci nel 1946, dopo che la provincia di Caserta ottenne di nuovo il suo status, e successivamente nella segreteria della Federazione. Poi rappresentante della Camera del Lavoro e consigliere comunale di Capua, nel 1948, avrà il suo ruolo rilevante nel corso delle lotte dei braccianti del 1954.

Le lotte bracciantili del 1954, in provincia di Caserta, segnarono un momento altrettanto importante con una nuova ondata di occupazioni, che portò a conquiste rilevanti in relazione al salario e ai primi diritti sindacali per i contadini. Siamo in un momento storico in cui il movimento contadino assume la valenza di movimento organizzato con una consapevolezza politica delle proprie ragioni sociali, anche economiche e di partito.

Nel 1954 i braccianti conquistarono il primo contatto provinciale che portava i salari minimi a 800 lire giornaliere. Inoltre fu l’anno degli scioperi per il sussidio di disoccupazione, di cui resta memorabile la giornata del 12 giugno 1954 con la Camera del Lavoro che decise di organizzare due grandi manifestazioni a Trentola e a Casal di Principe. In tale giornata, alle ore 6 del mattino, i dirigenti della Camera del Lavoro di Caserta, insieme ai braccianti, erano già sul posto, ma vi trovarono anche i Carabinieri che trassero in arresto sia i funzionari che gli stessi braccianti per blocco stradale. Tra di essi ritroviamo Vincenzo Raucci, che diede tutto il suo apporto generoso a quelle lotte per i primari diritti sindacali.
Con Pietro Bove e Mariano Vegliante, Enzo Raucci sarà condannati a tre anni di carcere, condanna che in appello si ridurrà ad un anno di carcere.
E’ grazie a quelle lotte che nell’inverno del 1954 i contadini conquistano il sussidio di disoccupazione, l’assegno familiare per il figlio e per il genitore, l’assistenza sanitaria. A tal riguardo, infatti, il 22 novembre 1954 il Parlamento approva la legge n° 1136 Bonomi con alcune aggiunte della proposta Longhi- Pertini che prevede l’assistenza sanitaria completa ed il contributo statale di 1500 lire per assistito. Da quel momento ben 2 milioni di contadini usufruiranno per loro stessi e per i familiari dell’assistenza medica; il che significa che la conquista dell’assistenza sanitaria riguarderà ben 5 milioni di persone.

Quindi Enzo Raucci diede un apporto determinante per un futuro migliore dei contadini in quell’anno. Belle le parole che dedicherà all’esperienza in carcere di Enzo Raucci la moglie del professore Alberto Iannone, Margherita Troili, nel momento in cui scrive: “ Il compagno Raucci, in carcere, con il suo atteggiamento e con il suo rifiuto di stare in cella se non con i braccianti, riuscì a tenere uniti i compagni”.

Sarà gran festa per tutti i compagni della provincia quando Enzo Raucci ritroverà la libertà nel 1956. Nell’anno 1959 Raucci sarà con Gerardo Chiaramonte testimone alle nozze di Giorgio Napolitano e Clio Bittoni. Nel dicembre del 1960 entra a far parte della Camera del Deputati. Siamo in un momento storico in cui, dopo la caduta del governo Tambroni, la Democrazia Cristiana apre al Partito Socialista e ciò provocherà un dibattito nel Pci sulle posizioni da tenere. Enzo Raucci nei suoi interventi farà prevalere la tesi dell’ opposizione costruttiva in attesa di una svolta in senso ancora più progressista della società italiana. Dal 1961 al 1962 proporrà un pacchetto di proposte per una riforma tributaria che, basandosi sui principi fondamentali della Costituzione, sarà incentrato su imposte progressive per un fisco più giusto, equo e solidale. Nel contempo non viene meno il suo impegno di consigliere comunale di Capua, che aveva conservato. A ridosso degli anni settanta si consumò la devastazione del litorale domizio con la rivolta di Castelvolturno del 1969 e Raucci dedicò alla questione interrogazioni in cui denunciava gli intrecci di interessi fra politici e speculatori.

Enzo Raucci fu deputato fino al 1976, allorché vi fu un ricambio nella rappresentanza parlamentare del Pci della provincia e a Raucci e Iacazzi subentrarono Antonio Bellocchio e Paolo Broccoli. Raucci entrò nella direzione nazionale della Confcoltivatori e successivamente fu chiamato a dirigere la Confcoltivaltori campana. Agli inizi degli anni ottanta si adoperò quale collaboratore di Giorgio Napolitano, allorchè fu eletto capogruppo dei deputati del Pci fino alla morte che lo colse prematuramente nel 1986.

Angelo Martino
redazione

Bibliografia:
Adolfo Villani- I ragazzi del Professore- Ediesse 2013

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