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I sepolcri

Come tutti certamente sapete, il carme Dei Sepolcri fu composo da Ugo Foscolo in seguito all’estensione all’Italia dell’editto napoleonico di Saint Cloud (1804); con esso Napoleone proibì le inumazioni all’interno delle mura cittadine, in particolare all’interno delle chiese, e stabilì delle regole cogenti per quanto riguardava le dimensioni delle lapidi e le epigrafi su di esse riportate.
Premesso che non abbiamo nutrito mai particolare simpatia per il Còrso, poiché lo riteniamo l’affossatore degli ideali della Rivoluzione del 1789, tanto da aver evitato più volte di andare a visitare la sua arca nelle cripte dell’Hotel des Invalides e di aver invece eletto, quale mèta di laico pellegrinaggio, la spianata di Waterloo, gli vanno tuttavia tributati alcuni meriti, tra i quali, appunto l’editto del 1804.

Noi crediamo, però, che Bonaparte, nonostante il suo ego ipertrofico, non avesse mai potuto concepire un editto che prevedesse la requisizione dei vani murari destinati alla sepoltura dei resti mortali di persone, se i concessionari di tali vani non ne avessero manifestato necessità di utilizzo nei trenta giorni dalla data di emanazione dello stesso.

La storia narra che Napoleone I fu sconfitto, in quel fatidico giorno del giugno 1815, a causa del terreno reso impraticabile dalle forti e continue piogge ed ad opera del duca di Wellington.
Da noi ora di generali come quello inglese non ce ne sono alle viste: bisognerà solo fare affidamento sulle condizioni avverse del tempo atmosferico?

Il ‘Patafisico

P.S. Un consiglio ai malcapitati concessionari che non avessero intenzione di passare a miglior vita nei prossimi trenta giorni: trasformate le nicchie che avete al camposanto in altrettanti cenotafi.

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