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Cristoforo Grossi e il “Battaglione Sacro” della Repubblica Napoletana

Cristoforo Grossi fu una giovane vittima della reazione borbonica dopo la caduta della Repubblica Napoletana del 1799. Studente di medicina, tale giovane eroe della libertà fu giustiziato in Piazza Mercato il 1° febbraio 1800.
Figlio di Antonio e Caterina Caputi, una famiglia tra le più benestanti della città di Lagonegro, nacque il 28 maggio 1771, trascorrendo l’infanzia e l’adolescenza a Lagonegro prima di recarsi a Napoli presso uno zio che Vice Rettore dell’Ospedale degli Incurabili per perfezionare gli studi letterari e di medicina. Cosa spinse un giovane benestante e dalla carriera avviata ad iscriversi al Battaglione Sacro della Repubblica Napoletana, composto di studenti di medicina, ossia degli allievi di Bagno del Collegio Medico degli Incurabili, che combattevano per la Repubblica?
La risposta ce la fornisce Vincenzo Cuoco nel momento in cui ci riferisce di quei giovani che un giorno saranno ricordati quali martiri della libertà, dell’uguaglianza e della democrazia repubblicana. Scrive Cuoco nel “Saggio storico sulla Rivoluzione napoletana del 1799”:
“ Sarà un giorno oggetto d’ ammirazione per la posterità l’ardore che i nostri Medici avevano sviluppato per la buona causa. I giovani Medici del grande Ospedale degli Incurabili formarono il battaglione sacro della nostra Repubblica”. Di Cristoforo Grossi conosciamo solo che egli fu fatto prigioniero dalle truppe sanfediste e brigantesche quando esse assaltarono l’Ospedale degli Incurabili, trucidando alcuni patrioti e facendone prigionieri altri. Cristoforo Grossi fu condannato a morte per aver combattuto “ contro le armi del Re” il 27 gennaio 1800. Con lui fu condannato anche il siciliano Gaspare Pucci, praticante di medicina presso lo stesso ospedale nel quale era stato sorpreso con le armi in pugno e arrestato. La sentenza di condanna, spedita dalla Giunta di Stato al re Ferdinando e alla regina Carolina, condannava Grossi e Pucci a morire sulla forca colla confisca dei beni. A Cristoforo Crossi fu tolta la vita il 1° febbraio in Piazza Mercato e il suo cadavere sepolto nella Chiesa del Carmine Maggiore “ nello storico e monumentale tempio dove, sotto l’arco, come disse il poeta, era stato sepolto Corradino”.

Angelo Martino
redazione

Bibliografia
Carlo Pesce- Lagonegro nel 1799 e Cristoforo Grossi- Lagonegro 1900

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