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#noninmionome || Mobilitazione studentesca regionale del 12 Dicembre

Il 12 Dicembre gli studenti torneranno in piazza in tutta la regione, per rivendicare nuovamente un’istruzione gratuita e contestare la Buona Scuola.La mobilitazione di questo autunno ha visto un’enorme partecipazione studentesca, dal 10 ottobre, allo sciopero sociale del 14 novembre, attraversati dal corteo del 2 ottobre contro la BCE e dallo sciopero generale della Fiom del 21 Novembre.
Il tentativo di costruire e immaginare una società diversa e l’esigenza di vivere in modo alternativo i luoghi della formazione, sono emersi nelle occupazioni di queste settimane, che hanno subito una repressione senza precedenti. Una repressione che è simbolo di un sistema democratico fallito, dell’incapacità di ascoltare una generazione che prova a riprendere parola, per riappropriarsi del proprio presente e per costruire un futuro nuovo, libero da sfruttamento e precarietà. Ma le mobilitazioni non si fermano con il manganello. Gli studenti non si fermano. I cortei contro il biocidio e lo sfruttamento ambientale ad Acerra e Pomigliano dimostrano come il nuovo protagonismo studentesco sappia intrecciarsi con le lotte presenti sul proprio territorio, per questo scenderemo in piazza nella giornata dello sciopero generale della CGIL. Perché l’attacco portato avanti dal governo Renzi è un’attacco trasversale, che colpisce tanto il mondo del lavoro, quanto quello della formazione.
L’abbattimento degli ultimi pilastri dello stato sociale nel nostro paese, ovvero lavoro e istruzione, rappresentano l’ultimo passo di una restrutturazione neoliberista, che vede nella flessibilità il valore da perseguire per creare nuova occupazione. Per noi “flessibilità” non è altro che un sinonimo di sfruttamento e precarietà, una precarietà che vorrebbero insegnarci fin da quando abbiamo quattordici anni, educandoci a non avere diritti o garanzie, come a non avere spazi di democrazia e di autoderminazione.

Nella data del 12 invaderemo le piazze della regione, non solo per richiedere il ritiro della Buona Scuola, ma anche per rivendicare un’idea di scuola che vada in una direzione completamente opposta: un’istruzione gratuita e non esclusiva, una scuola accessibile e non meritocratica, dei luoghi della formazione aperti e non competitivi. L’idea di scuola che vuole costruire il Governo non trova l’approvazione degli studenti e dei docenti, che si stanno opponendo all’interno dei collegi dei docenti. L’ingresso dei privati all’interno delle scuole mette in discussione le mobilitazioni studentesche degli ultimi anni che si erano fermamente opposte al finanziamento delle scuole private e rivendicavano una scuola pubblica. La messa in discussione del valore degli organi collegiali nella scuola danneggia gravemente il protagonismo studentesco e la possibilità di influire sulle decisioni della scuola, sempre più nelle mani del solo dirigente scolastico, figura che ora mai fa ben poco del mestiere del preside, quanto più di quello del manager. La consultazione proposta dal governo ha dimostrato tutta la sua natura antidemocratica all’interno di assemblee pilotate in scuole blindate, emblema di un confronto che mirava a imporre i temi e a non accettare il dibattito.

Per questo torniamo in piazza: assemblee-passerella e repressione non possono rappresentare lo strumento del confronto, che noi ricostruiremo nelle piazze e nelle scuole, tramite cortei, occupazioni ed autogestioni. Chiediamo finanziamenti alla legge regionale sul diritto allo studio, approvata nel 2005 e da allora mai finanziata. Chiediamo un sistema di trasporti che sia funzionale e fruibile da parte degli studenti che ad oggi non trovano alcuna agevolazione. Chiediamo un’anagrafe regionale sull’Edilizia Scolastica, per inquadrare la situazione delle nostre scuole e programmare un piano di finanziamento straordinario per rimettere al sicuro le nostre scuole.
Siamo fermamente convinti che è proprio dalle scuole e dalle università che debba nascere un’alternativa a questo modello di sviluppo che distrugge il nostro territorio e che, nella Terra dei Fuochi come in tutta la regione, continua ad uccidere. Non possiamo infatti accettare che il modello di produzione e il modello energetico si basino ancora su risorse non rinnovabili, e che il sistema di gestione dei rifiuti sia fondato su inceneritori e discariche. Se si vuole uscire realmente dalla crisi e riattivare gli investimenti, è fondamentale immaginare piani industriali ecosostenibili, che puntino sulla ricerca e il progresso nel rispetto dell’ambiente. Lo “Sblocca-Italia” invece, con il piano di finanziamento alle grandi opere non fa altro che dare il via ad una nuova massiccia speculazione e devastazione ambientale. Dalle Trivellazioni agli inceneritori, passando per Bagnoli, inseguono un modello di sviluppo vecchio, che il nostro pianeta non può più sostenere, legittima, inoltre, ancora una volta, gli interessi di imprenditori e criminali che hanno già speculato troppo sulle nostre vite.
Quello di Renzi è un vero e proprio stupro della democrazia, che vede normale destituire amministrazioni elette e umiliare ogni luogo di discussione (come con la “legge delega” sul lavoro). Un’assenza di democrazia a cui vogliono abituarci imponendoci polizia e repressione nelle nostre scuole.
Noi crediamo che la democrazia sia un valore da costruire e che, anziché tapparsi le orecchie di fronte alle urla di questo Paese, si debba provare ad aprire un vero confronto, per comprendere al meglio il disagio degli studenti e costruire una scuola diversa, più democratica e partecipata.

Il 12 sarà soltanto un altro pezzo del nostro percorso: non ci fermiamo qui. Non accetteremo mai che i privati entrino nelle nostre scuole, che aumenti la dispersione scolastica nei nostri territori, che il merito diventi il valore fondamentale di una scuola chiusa e competitiva, che sfruttamento e precarietà diventino all’ordine del giorno per un’idea di legame con il territorio folle e sminuente, del ruolo della formazione e del sapere. Ogni giorno, nelle nostre scuole, continueremo a costruire una scuola diversa, aperta e democratica; nelle piazze e nelle città lanceremo, dal 12, una nuova stagione di mobilitazione studentesca.

Raffaele Guarino

Unione degli Studenti Campania

Coordinatore Regionale

349 21 94 336

Luca Cioffi

Unione degli Studenti Campania

Responsabile dell’Organizzazione Regionale

327 94 65 897

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