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Nel CHI E’ di Maggio 2015 quattro pignataresi

Vi sono quattro pignataresi nel volume di maggio 2015 edito dall’Associazione Dea Sport Onlus di Bellona, il quale intende ricordare e promuovere i vari prodotti di artisti, storie di piccoli, grandi uomini, come scrive Paolo Mesolella nella Premessa.
Ieri il volume è stato presentato ufficialmente nell’Aula Consiliare del Comune di Bellona.
I quattro cittadini di Pignataro presenti nell’opera sono Antonio Martino, Nicola De Rosa, Antonio Ricciardi e Pietro Marcello.

Antonio Martino, nato a Pignataro Maggiore nel 1962, si presenta quale appassionato di disegno e arte in genere; il che lo ha condotto da autodidatta, dopo la maturità commerciale, a dedicarsi al disegno artistico e alla pittura, dagli anni in cui frequentava l’Istituto Pontificio di Capua, diretto da don Giuseppe Centore. La sua sensibilità lo porta a scegliere modelli di vario genere: ritratti, nudi e nature morte. Partecipa da alcuni anni a eventi e mostre locali e le sue opere sono in mostra su vari siti on line.
Nicola De Rosa, anche lui autodidatta, si è avvalso dei consigli di valente maestri campani. La pittura di De Rosa è molto minuziosa e basata sulla stesura cromatica molto tenue che rimanda ai colori del paesaggio, delle realtà che ci circonda, temi che predilige. La carriera di De Rosa può vantare la partecipazione a mostre estemporanee e collettive, con riconoscimenti e premi ottenuti dal 1985.
Il terzo artista pignatarese presente nel volume è Antonio Ricciardi, nato a Marano di Napoli nel 1944, ma residente a Pignataro Maggiore. Ha lavorato per 35 anni in un’industria di apparati tecnologici, ma ha sempre amato l’arte, prediligendo il restauro di mobili antichi e la pittura, in particolare l’impressionismo. Ha partecipato a varie mostre, ottenendo un Premio speciale, ma ama definirsi “ uno che si diverte a mescolare i colori e, con l’ausilio dei pennelli, li avvicina per delineare un soggetto”.

Il quarto artista è Pietro Marcello, nato a Caserta nel 1970 e risedente a Pignataro in via Castelluccio. Anche Pietro trova il tempo e la gioia di dipingere e lo fa con spiccata professionalità. Ama raffigurare paesaggi immaginari, frutto della sua fantasia, sfociando in dipinti astratti con una giusta e mirata sinergia di giochi di colore e forme astratte.

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