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Picierno su ex Pozzi: tutto ed il contrario di tutto.

Ci siamo imbattuti non proprio per caso nell’ennesimo comunicato della eurodeputata del Pd Pina Picierno sulla ex Pozzi. Come giornale on line, oltre ai nostri articoli ed editoriali, in cui esprimiamo le nostre idee e posizioni, pubblichiamo i comunicati che ci arrivano in redazione e che riteniamo di interesse dei nostri lettori.

Abbiamo però qualche difficoltà a seguire la “linea” non proprio retta della giovanissima europarlamentare di Teano su quanto avviene nella ex Pozzi.

Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un suo comunicato allarmatissimo nel quale chiedeva che il nostro territorio venisse incluso nel c.d. decreto sulla Terra dei Fuochi. A leggere le parole della Picierno ci si aspettava che da un momento all’altro, avremmo letto della richiesta dell’intervento di Re Vega per rimuovere un pezzo del pianeta Terra e trasformarlo in carburante per le sue astronavi aliene.

Questo appena dopo un commento fatto sempre dalla Picierno sulla bacheca della nostra “assessora” con la quale si congratulava per ciò che aveva scritto. Per inciso, il commento di Ilaria Bovenzi andava in senso opposto al comunicato che probabilmente in quel momento la Picierno stava scrivendo…

Nel suo ultimo comunicato, nuovo cambio di direzione. Ora non bisogna preoccuparsi.

È evidente che questo nostro intervento non è dettato da un dissenso verso la nuova posizione della Picierno. Siamo stati contrari all’inclusione nel decreto della Terra dei Fuochi dal primo istante, tanto da essere inorriditi alla lettura dell’allarmistico comunicato della eurodeputata di Teano. Peraltro le nostre posizioni sono facilmente rintracciabili anche sula home page del giornale – si guardi ad esempio l’editoriale del Direttore Responsabile dal titolo “Eppure Soffia”, o l’articolo del sottoscritto dal titolo “No al decreto Terra dei Fuochi”. La nostra linea di comunicazione  è la stessa dal 18 giugno e non cambierà. Riteniamo che dalla vicenda debbano essere “epurati” tutti gli estremismi, sia in direzione allarmistica, sia in direzione minimalista, ed attendere gli esiti delle caratterizzazioni del materiale presente in discarica, che richiedono almeno due mesi. Non siamo né allarmisti né minimalisti, ma realisti. Siamo persuasi  che la maggior parte dei danni alla popolazione la discarica gli abbia già prodotti nel corso dei decenni del vergognoso silenzio in primis delle istituzioni.  Riteniamo necessaria una bonifica fatta senza strumenti straordinari, sotto controllo popolare,  che sia un’opportunità di lavoro per i caleni e non si trasformi in uno spreco di risorse pubbliche.

Consideriamo, inoltre, il recupero degli ex stabilimenti Pozzi, da adibire ad attività di utilità alla comunità calena, parte integrante della bonifica.

Quello che ci spinge a commentare i comunicati della Picierno è  la confusione  della sua linea comunicativa, che più di una linea sembra una tortuosa strada di montagna. Questo, dato il ruolo che ricopre – a parere del sottoscritto immeritatamente -, genera confusione in chi ancora le dà in qualche modo credito.

Speriamo che Picierno trovi il suo “centro di gravità”, e che sia “permanente”, o almeno abbastanza stabile…

 

Pietro Ricciardi

 

 

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