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Battesimo in Consiglio Comunale della nuova maggioranza

Con sorpresa dei buontemponi di Piazza Umberto I, che pronosticavano una convocazione del Consiglio Comunale il 15 agosto, si è tenuta con due settimane di anticipo, questa mattina, la sessione estiva del Civico Consesso.

I punti all’odg sono stati approvati dalla nuova maggioranza politica, costituitasi dopo il ravvedimento dell’ex candidato a sindaco, sconfitto, Fucile che “per il  bene del paese” non considera più l’attuale Sindaco “il grande male di cui e’ afflito Pignataro“.

La geografia politica del Consiglio Comunale,  dopo le dimissioni di 3 consiglieri “svoltisti”; il passaggio di Cesare Cuccaro all’opposizione; la mancata accettazione della surroga di tre candidati tra le fila de “La Svolta”; lo “smarcamento” di Giordano, dopo l’ingresso in Consiglio Comunale, dalle posizioni critiche verso l’attuale maggioranza, con il conseguente “marcamento”  da stopper di ferro della sua  poltrona ed dell’indennità,  è  di 5 consiglieri candidati nella lista de “La Svolta” più il sindaco Cuccaro ed il consigliere neo-svoltista Fucile. Tra le fila della minoranza  i superstiti sono Mazzuoccolo, Palumbo, Del Vecchio e l’ex assessore  Cesare Cuccaro.

Nel banco della minoranza seduto il solo Cesare Cuccaro, i cui colleghi dell’opposizione (?) pare siano ormai presenti sul sito della trasmissione “Chi l’ha visto” e abbiamo sviluppato una strana  forma di idiosincrasia per il consiglio comunale, mentre   la  nuova maggioranza ha superato ” le diosincrasie politiche”, così come auspicato dal Sindaco, nel manifesto del 26 maggio.

Un tonico Cuccaro, galvanizzato dalla variante politica di Fucile che ha deciso di sostenere la sua maggioranza “per il bene di Pignataro” e ringiovanito dalla prospettiva di poter realizzare il PUC per il bene dei cittadini, è stato come sempre generoso di complimenti nei confronti del suo ex delfino, il consigliere Cesare Cuccaro, ex assessore ai Lavori Pubblici che da “genio politico”, quasi al livello del Premier Renzi, dopo la decisione di lasciare la maggioranza, secondo il Sindaco, parlerebbe “come un libro strappato”. Naturalmente secondo Cuccaro solo i sodali suoi e della poltrona parlano come la Treccani.

Il primo cittadino Cuccaro,  da maestro emerito di diritto,  anche in questa circostanza ha illuminato il civico consesso  con le sue lezioni di diritto degli enti locali, confortato dal segretario apparso  sereno per l’assenza di telecamere in aula.

Anche questo Consiglio Comunale è stato povero di contenuti politici e, al di là di qualche timida ammissione di rari   errori da parte della maggioranza, la stessa non ha promosso una seria analisi politica,  prendendo atto che l’impossibilità di poter procedere alla surroga di due consiglieri dimissionari è un fatto politico la cui rilevanza esige   ben altri approfondimenti e valutazioni.

Non ci soffermiamo sulle “revocabili” dimissioni di Valente dalle quali si era già dimesso a mezzo lettera  da un po’, proponendo l’ormai famoso “patto della giostrina”; il  patto di “fine legislatura” messo bianco su nero ( il refuso non è affatto casuale)  dal Vicesindaco Valente in risposta al manifesto murale del sindaco Cuccaro  in stile melodico: “Torna, sta casa aspetta a te”.

Oltre all’ennesima discussione sulla Patrimonio, madre e padre per Cuccaro di tutti i mali del paese, abbiamo ascoltato i  soliti mantra retorici e populisti dei missionari della politica “tra la gente  e per la gente”, senza che gente noti i risultati tangibili della loro presenza.

In quattro anni,  l’amministrazione  non ha steso un metro quadrato di asfalto, eliminato un solo trabocchetto ed un’insidia, ma in compenso ha accatastato le scuole ed il depuratore comunale e risanate, a suo  dire, le casse comunali.  È legittimo domandarsi perché amministratori attivi dagli anni 80 abbiano accatastati beni comunali  solo ora. Insostenibile politicamente il tentativo – ancora – a mandato quasi scaduto, di attribuire alla precedente amministrazione le inefficienze degli ultimi 4 anni e mezzo. Si viene eletti per porre rimedio agli errori dei predecessori, non per usarli strumentalmente per giustificare le proprie inefficienze.

Curiosa la “doglianza” di qualche esponente della maggioranza,  che lamenta una cattiva comunicazione delle “tante cose” che l’amministrazione avrebbe fatto per il bene del paese, senza essere capace di informare i  cittadini.

È strano che certe “doglianze”  vengano da un’amministrazione che tra i tanti atti eccentrici annovera anche il famoso “editto alla panorra”, con cui ha “espulso dalla propria piattaforma informativa comunedipignataro.it”; l’unico giornale registrato al Tribunale di Santa Maria C.V. da oltre dieci anni, che fa informazione di prossimità in particolare a  Pignataro Maggiore, preferendo “compulsare” altri organi di informazione.  È probabile che qualche esponente della maggioranza  darà la colpa all’ex portavoce,  per non aver saputo comunicare  i sogni degli amministratori.

In sintesi: le cose mirabolanti realizzate dall’amministrazione sono avvenute all’insaputa dei cittadini, che però sono  bene informati sulle tasse  che pare versino all’insaputa degli amministratori.

 

Red.Pol.

 

 

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