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Auguri a Vittorio Feola per la sua Prima Comunione

La Prima comunione è un appuntamento importante per ogni adolescente. Per il piccolo Vittorio lo è stato ancora di più. Vittorio è un dolcissimo bambino diversamente abile e per poter capire che le parole che ci apprestiamo a scrivere non sono semplice retorica bisognerebbe conoscerlo.

É solo conoscendolo che si può imparare a capire quanto sia capace e desideroso di comunicare col mondo nonostante non abbia l’uso della parola.

Mi ricordo le prime volte che l’ho incontrato, sempre alla presenza della mamma che si è votata al figlio divenendone una protesi. Le mani e le gambe che gli servono per interagire col mondo. La voce con cui parlare.

La prima sensazione che ebbi, quando conobbi Angelica, fu di disagio. Parlava al posto di Vittorio, interpretandone pensieri e sentimenti. Io non ne ero capace, ed ebbi un attimo di pena per quella madre amorosa. Mi sembrò straziante vederla dire cose che attribuiva al figlio, incapace di comunicare.

Che idiota sono stato. Mi vergogno di me stesso a ripensare a quanto non riuscissi a vedere il miracolo che accadeva sotto i miei occhi.

Da allora ho incontrato Vittorio decine di volte, ho iniziato ad interagire con lui, con la mediazione della madre, prima. Senza accorgermene sono entrato a far parte di quel miracolo. Ho iniziato a capire le posture del corpo. i sorrisi. Quando si imbroncia é fantastico. Stringe le labbra e strizza gli occhi in maniera inequivocabile.

E il sorriso. Ha qualcosa che lo si può solo imparare  a conoscere. Non è un sorriso qualunque. Lo accompagna con gesti e con una prossemica, con piccole sfumature che gli puoi leggere in volto, se gli presti attenzione.

È così che comunica Vittorio. Ma soprattutto comunica con gli occhi. Non sarò mai capace di descrivere in che modo ti parla. So solo dire che la profondità del suo sguardo non ha eguali. Come la sua dolcezza.

Vittorio non ti dice “ti voglio bene”, o “sono felice”. Vittorio ti guarda, e quando con gli occhi ti dice d’essere felice lo capisci perché sei felice con lui. Quando ti dice ti voglio bene, lo capisci dalla voglia che hai di abbraccialo e stringerlo.

I suoi occhi proiettano dentro di te ciò che prova. A scriverlo temo che chi legge può pensare 2 cose: che stia facendo della retorica (che odio) o che vivo in un mondo tutto mio. Del resto a seconda ipotesi non è poi diversa da quello che avevo pensato io della mamma di Vittorio alcuni anni fa. Eppure, nonostante il suo deficit, o forse proprio grazie ad esso, Vittorio rappresenta una ricchezza inestimabile per chi gli sta accanto.

Ho visto ed imparato a riconoscere come interagisce anche con altre persone, che lo hanno conosciuto dopo di me, convincendomi che più di un bambino, Vittorio é un angelo.

Quando zii ed amici mi hanno chiesto di fargli i loro auguri dalle pagine del portale sono stato in difficoltà. Ad un bambino così non si può scrivere “Auguri da mamma, papà, dagli zii e dagli amici”. A lui bisogna parlare ad un livello piú profondo, come quando ti parla con i suoi occhioni scuri, anche andando oltre il normale messaggio di auguri.

Spero che non me ne vorranno i genitori e gli zii se questa volta ho messo i miei pensieri davanti ai loro, facendo io per primo gli auguri al piccolo Vittorio, vera gioia per chi lo conosce.

Auguri Vittorio, anche da mamma Angelica, da papà Mattia e dagli zii ed amici.

 

Pietro Ricciardi

 

 

 

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