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E’ tutto pronto in Campidoglio per la firma della Costituzione europea.

Oggi i rappresentanti dei 25 stati membri dell’Unione europea e quelli di quattro candidati a farne parte, si riuniranno a Roma per firmare il trattato che sancisce la Costituzione europea. L’evento ha portata simbolica in quanto fu proprio in questa sala che il 25 marzo 1957 i primi sei membri dell’Europa unita – Belgio, Francia, l’allora Repubblica Federale Tedesca, Italia, Lussemburgo e Olanda – siglarono il Trattato di Roma con il quale si costituiva la Comunità Economica Europea (CEE) e che molti considerano la ‘nascita’ dell’Europa.
A firmare il Trattato e l’atto finale saranno i 25 Stati membri dell’Unione Europea. I Paesi candidati, Turchia, Bulgaria e Romania, sottoscriveranno solo l’Atto finale. La Croazia sara’ presente in veste di osservatore, in quanto paese candidato che non ha partecipato ai lavori della Convenzione. Alla firma seguira’ la ratifica della Costituzione da parte degli stati membri in accordo con le loro rispettive legislazioni interne.

Fonte: Adnkronos

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1 comment for “E’ tutto pronto in Campidoglio per la firma della Costituzione europea.

  1. lucignolo69
    29 Ottobre 2004 at 21:44

    Certo,grande momento storico ma non e’ detta l’ultima.
    Tutti i 25 paesi firmatari devono far ratificare la nuova costituzione dai rispettivi parlamenti nel giro di al massimo due anni. Dodici dei 25, e qui sorgono i primi problemi, prevedono che la ratifica passa solo con un referendum popolare, altri avranno un referendum ma non sara’ vincolante per il parlamento.
    Spero che nel 2007 possa entrare in vigore la nuova Costituzione, ma c’e’ ancora un po’ di strada da fare.
    E poi non dimentichiamoci il tira e molla di questi giorni del futuro Presidente della Commissione Europea, Barroso.
    Grazie anche alla poco felice designazione dei commissari nazionali, come in Italia con Rocco Buttiglione, il Parlamento Europeo ha mostrato,a ragione, i muscoli. Buttiglione pensava di esportare il suo cattolicismo bigotto anche in Europa e Barroso pensava di poter far a meno del Parlamento.
    Per carita’,capiamoci bene,ognuno di noi ha il diritto di vivere la sua religione e a modo suo, ed anche Buttiglione ha il diritto di immaginarsi il suo Dio come vuole, ma come cittadini abbiamo anche noi il sacrosanto diritto di pretendere che la religione non si infili nella politica, che faccia da garanzia alle nostre misere dispute terrene o che addirittura sia di parte.
    Un saluto

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