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*Pastorano* – Segnaletica stradale disastrata, occorre intervenire

I segnali stradali del piccolo comune dell’Agro Caleno sono ormai irriconoscibili. Da tempo versano in stato pietroso senza che si intervenga per sanare il problema ristabilendo il decoro delle strade citatdine. Percorrendo le vie secondarie di Pastorano, non può sfuggire lo stato di abbandono in cui versa la segnaletica stradale, resa ormai irriconoscibile dal tempo e dalle intemperie.
L’immagine di un paese, agli occhi di chi lo attraversa senza conoscerlo realmente, è condizionata molto dallo stato di manutenzione dell’illuminazione, delle strade, delle facciate del centro storico ed anche dalla segnaletica stradale. A Pastorano, almeno per quest’ultima, l’idea che si potrebbe fare un passante non è certo delle migliori.
Emblematici i segnalidi divieto di sosta di via A. Moro, i cui colori sono ormai spariti; al loro posto dei dischi bianchi o con tonalità che evocano il loro originario aspetto in maniera spettrale.
Non solo l’immagine del paese iene lesa da un tale stato di abbandono; una segnaletica non riconoscibile, infatti, viene meno al suo scopo principale, quello di dare indicazioni agli automobilisti circa il corretto comportamento da tenere per non intralciare la circolazione. In presenza di segnali indecifrabili o difficilmente riconoscibili, inoltre, in caso di sinistri potrebbe risultare difficoltoso attribuire con certezza le responsabilità, atteso che ci si potrebeb appellare alla incertezza delel indicazioni date all’utenza stradale. Lo stesso dicasi in caso di multa: come si può pretendere che si rispetti un divieto di sosta segnalato da un disco bianco?

P/R

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1 comment for “*Pastorano* – Segnaletica stradale disastrata, occorre intervenire

  1. antonio
    30 Ottobre 2004 at 15:05

    Bravissimo Pietro, ho visto le tue foto della struttura dell`edificio scolastico in Camigliano.Edifici come questi dovrebbero essere immediatamente abbattutti per non creare rischi soprattutto ai bambini e per non diventare covi per loschi usi.

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