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SAPERSI DIRE GOODBYE- tema della preghiera giovani di novembre

TEANO- Sapersi dire goodbye non solo nel momento più doloroso della separazione da una persona cara che ci lascia, ma sapersi salutare per l’ultima volta almeno con una parola è stato il tema della preghiera-giovani di stasera 13 novembre presso la Cattedrale di Teano.
Partendo dall’episodio del Secondo Libro del Re in cui Elia si avvia per unirsi a Dio, emerge la figura di Eliseo, discepolo destinato a succedere al suo maestro, il quale, pur conoscendo di vivere i suoi ultimi momenti con il maestro, intende viverli pienamente, incamminandosi insieme ad Elia. Quando i figli dei profeti gli ricordano più di una volta che il Signore sta per toglierli il suo maestro, il solo pensiero di Eliseo in quei momenti è il sapere dirgli “ Addio”, tenendo nel cuore tutti quegli ultimi istanti di vita insieme sulla terra.
Eliseo così impara a stare nella sua assenza, ricco di aver vissuto con Elia anche quell’estrema esperienza di separazione. Quindi Eliseo si mostra meritevole dei “ due terzi dello spirito” di Elia. Tale episodio biblico ci insegna- come ha sottolineato Mons. Arturo Aiello- a sapersi lasciare, anche nei momenti non propriamente dolorosi della perdita di una persona cara, almeno con un “ goodbye”. A tal riguardo l’ascolto e l’analisi testuale del brano dei Nomadi “ Ti lascio una parola( Goodbye)” ha costituito il giusto input per le riflessione sul “sapersi dire Goodbye” e non solo, perché, se sappiamo nei vari momenti della nostra vita improntare le nostre relazioni ad un alto rapporto umano, possiamo anche lasciarci con un felice, sorridente “goodbye”. Nel brano dei Nomadi è come se Elia dicesse a Eliseo “ ti regalo le mie scarpe sono nuove, prendi anche qualche libro può servire, saprò alzarmi in volo e vedere dove sei, ti manderò a dire goodbye.”
Invece nelle varie occasioni della vita, non sole quelle dolorose della separazione dai cari, che abbiamo ricordato in questo mese con un fiore, una preghiera- ha concluso Mons. Aiello- come è scritto nel testo del brano dei Nomadi, separarsi senza nemmeno un saluto è la cosa più triste che ci possa capitare, perché “ andare contro il vento non è difficile lo sai, lo è senza un saluto casomai”

Angelo Martino
redazione

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