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BARTOLOMEO SCORPIO, un politico anomalo per Pignataro Maggiore- I

L’INCONTRO TRA LA FAMIGLIA SCORPIO E LA FAMIGLIA ALVINO

Intendiamo iniziare a scrivere di Bartolomeo Scorpio, usando le parole che gli dedica lo storico di Pignataro Maggiore Nicola Borrelli nelle sue “Memorie Storiche di Pignataro Maggiore”:
“Infervorato di idee repubblicane, militò nel partito democratico ( democrazia d’altri tempi, non quella che doveva poi usurparne il nome) e, nel 1881, fu tra i rappresentanti della Democrazia Napoletana al Comizio dei Comizi per il suffragio universale tenutosi in Roma.Fu amico di Guglielmo Oberdan, socio dell’Italia Irredenta, intimo di Giovanni Bovio, Matteo Renato Imbriani, Antonio Gaetani di Laurenzana e di altri autorevoli esponenti della patriottica Associazione di cui fu Presidente il gen. Giuseppe Avezzana.
Fu tra i fondatori della “Federazione Repubblicana” e della Società Radicale ” Amore e Libertà”.
Collaborò a vari giornali di colore, come La Bandiera, Il ribelle, Giordano Bruno. Servì il partito nel quale militava con entusiasmo e con disinteresse unico più che raro. Entrato giovanissimo nella Massoneria, vi raggiunse il più alto grado, per poi allontanarsene scontento, disingannato e convertito. Dotato di fervido ingegno e nutrito di buoni studi, fu valoroso avvocato, facile ed efficace oratore, scrittore geniale e versatile.
Attratto nell’orbita della vita pubblica, sacrificò a questa, alle lotte di parte, alle locali competizioni le sue migliori energie, un promettente avvenire, il cospicuo avito patrimonio; e, come ebbe amici fedeli e devoti( pochissimi nei giorni duri), così ebbe nemici acerrimi, implacabili, fino a restare misteriosamente ferito di piombo assassino.
Fu per parecchi anni sindaco di Pignataro, poi Componente della Giunta provinciale Amministrativa. Nel 1892 fu candidato politico al Collegio di Sessa Aurunca e il suo Programma Politico, dato allora alle stampe, ne rivelò le larghe vedute e la soda preparazione in materie sociali e politiche.
Nominato direttore degli Uffici Provinciali di Terra di Lavoro, coprì tale carica per alcuni anni per poi coprire, negli ultimi anni, quella più modesta di Consulente dell’ Amministrazione Provinciale.
Aveva fondato a Pignataro una “Banca Popolare Cooperativa” e una Società Operaia “Libertà e Lavoro”
Lascia un ‘opera di mole ” Dello Stato nella Storia, nello spirito, nelle funzioni”, ed altri scritti minori.”
La famiglia di Scorpio era originaria di Pietravairano, e fu il nonno paterno Nicola Scorpio che sposò la nobildonna Angela Alvino, appartenente ad una delle famiglie più influenti di Pignataro Maggiore. Infatti due fratelli di Angela, rispettivamente di nome Pietro e Giuseppe, saranno decurioni e sindaci negli anni trenta e quaranta.
Proveniente dalla zona di Carinola, Bartolomeo Alvino si era stabilito a Pignataro tre anni dopo la terribile peste del 1656 che dimezzò la popolazione della Diocesi di Calvi, prendendo in moglie Annamaria Bovenzo.
Quindi l’incontro degli Scorpio con gli Alvino avvenne nel corso della prima metà dell’Ottocento, precisamente nel 1822. Il figlio di Nicola e Angela, Giuseppe Scorpio, nato nel 1831, sarà l’uomo che avrà un ruolo fondamentale nell’ingresso della famiglia Scorpio a Pignataro, spostando i suoi interessi in tale paese, grazie ad un rapporto privilegiato con la famiglia della madre.
Infatti ben cinque zii Alvino, quattro sorelle nubili e un reverendo, ne fecero il loro erede universale, e, grazie a questi lasciti e al recupero dell’intero fondo materno dotale materno in Calvi, ed altri acquisti di terra fatti in proprio a Calvi, agli inizi degli anni sessanta dell’Ottocento, Giuseppe Scorpio diventa un autorevole membro dei possidenti e notabili pignataresi. Intanto Giuseppe prese moglie, ma il primo figlio morì all’età di un anno. Il secondogenito fu Bartolomeo Scorpio, nome che Giuseppe diede a tale secondo figlio come personale riconoscimento a colui che è stato il suo maggiore benefattore, Bartolomeo Alvino.
Bartolomeo Scorpio nacque a Pignataro Maggiore il 10 gennaio 1857 e sua madre era Maddalena Magliocchi. Il padere Giuseppe non partecipò alla politica dei notabili pignataresi, in quanto non si riconosce in nessuno schieramento. Anche per il giovanissimo figlio Bartolomeo scelse la carriera ecclesiastica, ma accettò con rispetto che non era a lui propensa, permettendogli di studiare prima a Venafro, poi a Santa Maria Capua Vetere e infine proseguire gli studi di giurisprudenza a Napoli conseguire la laurea in giurisprudenza a Napoli.
Infatti, dopo aver frequentato gli studi di seminario prima a Calvi e poi a Capua per dodici anni e , conseguito la licenza ginnasiale nel Collegio di Venafro, la sua formazione fu in sintonia con il dibattito di idee dei vari movimenti e partiti politici che si affacciavano alla ribalta nel periodo postunitario, per cui il giovanissimo Scorpio a soli diciassette anni, nell’anno di frequenza dell’ateneo Mazzocchi di S. Maria Capua, fondò il Consorzio Giovanile Garibaldino e fu fra i fondatori della società operaia ” Giuseppe Garibaldi”. A 19 anni aderì al Partito radicale Italiano e fondò la società di Mutuo Soccorso radicale “Amore e Libertà”, collaborando quale redattore in giovanissima età ai giornali “Il ribelle”, “La Bandiera” e al “Giordano Bruno”.
Quindi quello di Scorpio fu un impegno precoce, un interesse per il notevole e ricco confronto e scontro di idee che però troverà solo a Napoli, quale discepolo di Giovanni Bovio, il suo pieno compimento.
Presso la facoltà di Giurisprudenza di Napoli, Scorpio ebbe la possibilità di conoscere Giovanni Bovio e trovarsi coinvolto nel vivo delle agitazioni antimonarchiche promosse dai mazziniani e dai socialisti, in particolare con Luigi Zuppetta, Matteo Renato Imbriani e Antonio Gaetani di Laurenzana.
Giovanni Bovio, il leader napoletano della democrazia repubblicana, avrà tanta influenza sui giovani a causa della sua posizione preminente nel nucleo dei repubblicani napoletani, e il giovane Bartolomeo Scorpio sarà uno di questi.

Angelo Martino
redazione

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