CdP

L ”Area Bombing” alleato sul Casertano

Roosevelt, il 30 luglio 1943, era stato esplicito sulla necessità di bombardare l’Italia, dichiarando: bombardare…bombardare…bombardare…la furia della popolazione italiana può ora volgersi contro gli intrusi tedeschi che hanno portato queste sofferenze sull’Italia…”
Avviata sperimentalmente dalla RAF con direttiva del 14 febbraio, Eisenhower, comandante capo della forze alleate in Europa, ritenne che tale tattica, che prevedeva il bombardamento a tappeto delle città, potesse essere impiegata nel 1943 in Campania, scrivendo che la salvaguardia della vita di un solo combattente valeva il sacrificio di qualsiasi “monumento storico” pur prezioso che tale regione possedesse.
Eisenhower aggiungeva, però, che non solo la vita, più preziosa dei monumenti, doveva essere primariamente salvaguardata, ma anche le esigenze mirate al successo delle operazioni militari non dovevano tener conto della tutela di tutto ciò che avesse interesse storico, artistico, comprese le bellezze naturali.
Capua fu il centro a subìre il più poderoso bombardamento, che causò la distruzione del 75% della città e il doloroso bilancio di circa mille civile uccisi.
Giuseppe Capobianco, nel consultare pubblicazioni, archivi, dattiloscritti, ci offre un quadro più possibile completo della dura realtà della guerra con riferimento all’autunno 1943 in Terra di Lavoro. Il grande studioso della storia di Terra di Lavoro ci comunica che, dopo l’8 settembre 1943, i civili morti dopo l’armistizio, furono ben 2302 sul totale di 2774 caduti civili nel corso del’intero conflitto bellico nel Casertano. La ricostruzione del calvario subìto dai civili di Terra di Lavoro conduce Peppino Capobianco a consultare la pubblicazione ufficiale dell’aeronautica americana, da cui risulta che nel Casertano furono da essi compiuti ben 109 bombardamenti, dei quali, oltre ai 21 nel territorio di Mignano Monte Lungo, ben 20 riguardavano la città di Capua. Data la presenza del Pirotecnico, del campo di aviazione, delle caserme e dei ponti sul Volturno, Capua diventò l’obiettivo militare più importante. Dal luglio 1943 i bombardamenti alleati su Capua si susseguirono con una cadenza quasi quotidiana. Vi è, a tal riguardo, uno studio di Rosolino Chillemi che ci offre una ricostruzione puntuale, la quale evidenzia che i primi 50 bombardamenti del 27 luglio 1943 distrussero l’aeroporto, provocando la morte di 20 militari, mentre le bombe del 20 agosto colpirono 200 carri ferroviari carichi di munizioni nel momento in cui erano fermi nella stazione, provocando la morte di 40 operai. Il bombardamento più tragico fu quello del 9 settembre che distrusse la città di Capua. Alle 9 del mattino una pioggia di bombe cadde dal cielo distruggendo numerose case, la storica Cattedrale di Santa Maria Assunta, con una colonna di trecento soldati, sorpresi davanti alla caserma dei Carabinieri, anch’essa distrutta come anche il Palazzo della Pretura, dove fu ucciso lo stesso pretore Ferorelli. Anche il famoso Museo Campano nello storico Palazzo Antignano fu colpito e seriamente danneggiato dal bombardamento. Al riguardo del Museo Campano vi furono i previsti sgomberi preventivi dei reperti, secondo quanto previsto dalla Soprintendenza e dal Ministero dell’Educazione Nazionale, in ottemperanza delle leggi 1089 e 1497 del 1939, volute dal ministro Bottai. Nella stessa giornata fu distrutto anche il ” Ponte Romano” e danneggiate seriamente le annesse Torri di Federico II. Ricordiamo che era il giorno dopo l’armistizio e tante persone erano tornate a Capua per rivedere i loro parenti o le abitazioni che avevano abbandonato, per rifornirsi di ciò di cui avevano bisogno. Tutto sembrava passato ed invece erano da poco passate le nove quando un rombo di aerei scosse la città. Fu un uragano di bombe che si abbatté su Capua. Nella ricerca dello storico locale Rosolino Chillemi si presumono esattamente 1062 caduti, ma i corpi recuperati ed identificati furono 425. Una realtà talmente drammatica se si pensa che, nell’opera di sgombramento delle strade dalle macerie, i corpi non recuperati venivano sospinti nel Volturno. Dopo quel giorno la città di Capua fu un silenzio di morte con pochissimi abitanti che si aggiravano senza viveri in un desolante ambiente di lezzo di cadaveri e con i soldati tedeschi che ne approfittavano per saccheggiare le case abbandonate, ma pronti alla fuga per gli aerei nemici che sorvolano la città.
Per Caserta il calvario dei bombardamenti, con le conseguenti morti e perdite di pezzi importanti della storia della città, iniziò il 27 agosto del 1943. Infatti, in tale data un pesantissimo bombardamento colpì il centro cittadino, dove vi era la strategica stazione delle Ferrovie, alcune caserme e il corso Umberto I, l’attuale Corso Trieste. Nel bombardamento perirono numerosi cittadini. Oltre al corso, furono colpite Piazza Marconi, Via Vico e Piazza Sant’Anna, dove venne interamente demolito un’ala del vecchio ospedale cittadino e l’adiacente storica Chiesa di Sant’Anna, del cui edificio oggi ci resta solo la maestosa facciata ottocentesca. Anche la Reggia subì danni durante il bombardamento del 24 settembre 1943, quando fu centrata la Cappella Palatina con perdita di tutti gli arredi, degli organi, dei dipinti e danneggiamento di alcune colonne portanti.
Il 27 agosto del 1943 fu una giornata dolorosa anche per la città di Caiazzo, investita dall’incursione aerea americana che causò 300 vittime civili, oltre un numero rilevante ma imprecisato di militari. Fu un’altra strage il bombardamento di Alife, il 13 ottobre 1943, in seguito al quale l’intero centro abitato venne raso al suolo dalla squadriglia B26 delle forze aeree americane, uccidendo ben ottanta persone.
Un altro centro del Casertano che perse vite umane innocenti fu Teano, che, nel bombardamento del 6 ottobre 1943, subì la quasi totale distruzione della Cattedrale di San Paride fuori le mura, della quale si salvarono solo il coro ligneo, in seguito restaurato, il pulpito e un Crocifisso. Inoltre in tale bombardamento furono danneggiati lo storico Palazzo Vescovile e l’annesso seminario. Nella città di Carinola il 13 ottobre furono colpite le chiese della Santissima Annunziata e di San Francesco, mentre a Sessa la Chiesa di San Pietro e Paolo.
A Sparanise, il 22 ottobre del 1943, vi fu un vero e proprio eccidio che venne preceduto da pesanti bombardamenti che in particolare, nelle giornate del 15 e 16 ottobre 1943, causarono la morte di diversi cittadini sparanisani, tra questi anche donne e giovani. Una delle zone maggiormente colpite dai bombardamenti a Sparanise fu proprio la zona della stazione Ferrovie e della chiesa di San Vitaliano che venne completamente rasa al suolo.
Nel Casertano fu, inoltre, la determinante e sanguinosa battaglia del Volturno dell’ottobre 1943 a portare enormi devastazioni con bombardamenti e devastazioni dei paesini che si trovavano sulla linea Gustav. Tra essi vi furono San Pietro Infine, di cui fu distrutto il borgo medievale nei giorni di bombardamento dal 8 al 16 dicembre 1943, A raccogliere le testimonianze della storia del borgo prima e dopo il terribile bombardamento del 1943 è attualmente il museo “Parco della memoria storica”. Si tratta di un museo tecnologico ideato da Carlo Rambaldi, e inaugurato nel 2008. Il percorso museale prevede la visita in successione di sette allestimenti scenografici in cui viene raccontata la storia di San Pietro Infine prima dei bombardamenti, alcuni episodi bellici del 1943, il rifugio degli abitanti del borgo all’interno delle grotte, la battaglia di San Pietro e della vicina Mignano Montelungo. Infatti anche Mignano Monte Lungo subì distruzioni, ma i danni maggiori, per tale paesino dell’alto Casertano, derivarono dai sabotaggi dei tedeschi per rallentare l’offensiva alleata.
Tra le altre città del Casertano bombardate ricordiamo, infine, Aversa il 20, 21, 28, 30 agosto e il 23 settembre 1943, Cancello Arnone il 21 giugno, il 21 e il 28 agosto, il 2, 9, 21, 23, 24, 25, 29 settembre 1943, Grazzanise il 12, 26 agosto del 1943, il 4, 5, 6 settembre e il primo dicembre del 1943 e Vairano Patenora, che fu bombardata il 13, 15, 16, 18, 23 e 28 ottobre del 1943.

Angelo Martino
redazione

Bibliografia:

Giuseppe Capobianco- Il recupero della memoria- Edizioni Scientifiche Italiane-1995
Rosolino Chillemi- Capua nel ’43- Grafiche Salafia- Capua
Giuseppe Russo- I caduti di pietra- Campania 1940-43- Pozzuoli- 2015

© Riproduzione riservata

Share This:

1 comment for “L ”Area Bombing” alleato sul Casertano

  1. Arturo Morgillo
    8 Aprile 2019 at 13:29

    Avete dimenticato i bombardamenti del giugno, luglio e agosto 1943 su Cancello, frazione del Comune di San Felice a Cancello. Forse l’avete confuso con Cancello Arnone ? Allora guardatevi meglio la cartina geografica dei bombardamenti alleati e vedrete che la località Cancello è indicata bene tra Acerra e Maddaloni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *