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Papa Francesco sulla corruzione nello scritto di Giovanni Tridente

Durissime, senza mezzi termini, come le definisce lo stesso autore che ha curato il vocabolo ” Corruzione” del “Vocabolario di Papa Francesco”, le parole di Jorge Bergoglio su “una tarma, la cancrena di un popolo”, quale ci si mostra la corruzione nella società postmoderna.
L’autore Giovanni Tridente, coordinatore dell’Ufficio Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce, dove insegna Etica della Comunicazione e Position Papers, ci comunica il dolore di Papa Francesco nel parlare di ” uno degli scandali più pericolosi per l’umanità” qual è la corruzione, ” problema universale”.
La corruzione è una cosa sporca, corrotta, puzza o meglio “spuzza”, usando il termine degli emigrati veneti in Argentina, come ci fa intendere tutto ciò che si associa a ciò che è corrotto e al “ delitto della corruzione”
Infatti il Papa, nel comunicare la puzza che emana la corruzione, ha preferito usare il termine degli Italiani emigrati in terra sudamericana, che in associazione al dialetto veneto avrebbe dato vita a tale vocabolo.
Una parola repellente il vocabolo corruzione, come ce le comunica l’autore, con le parole autentiche del Papa nel dirci di pensare ad una cosa corrotta, e facendo l’esempio del sentimento di repulsione che ci provoca un animale morto in decomposizione. E tale è il cristiano che “lascia entrare dentro di sé la corruzione. Non è più cristiano, (s)puzza”.
La durezza nel comunicare tali parole di corruzione quale processo di morte interiore è mirato a rendere i cristiani non ” timidi nello sconfessare e sconfiggere una diffusa mentalità di corruzione pubblica e privata”.
La corruzione non solo sfiducia i giovani ma li “ scarta”, li priva del futuro, e soprattutto “ emargina i deboli e i bisognosi”. L’autore ci invita ad approfondire le riflessioni su tale argomento contenute nella Evangelii gaudium , facendo riferimento ai punti precisi dove è possibile approfondire tale argomento, per poter comprendere appieno come il trionfalismo della corruzione non conosce fraternità né amicizia, ma solo la complicità di una vittoria falsa, non percependo “ il suo alito cattivo”. Quindi un vero e proprio male da cui colui che si dichiara cristiano deve curarsi, una tentazione pericolosa e “ a portata di mano”, come evidenzia Giovanni Tridente, invitandoci ad ascoltare le meditazioni mattutine nella cappella di Santa Marta, dove il Papa esprime il suo autentico, pur duro pensiero nell’ottica di una speranza di rinnovamento sociale ed etico, che per un cristiano deve assumere una valenza ancora più mirata alla testimonianza della verità.

Bibliografia:
Giovanni Tridente- Corruzione- nel ” Vocabolario di Papa Francesco”- Editrice Elledici- Torino- 2015

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