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*Calvi* – Profilo dell’attore e regista Antonio Franco

A tutto ritmo procede l’attività teatrale dell’attore regista di Calvi Risorta Antonio Franco in arte Francantonio. Un curriculum di tutto rispetto contraddistingue l’artista caleno il quale tra corsi di recitazione, laboratori, scuole teatrali ,seminari e spettacoli di notevole rilevanza dallo scorso 11 ottobre è impegnato al teatro Mercadante di Napoli nell’ambito del progetto di Renato Carpentieri “ Pulcinella al mercadante”. Quattro intensi spettacoli con regie di Lucio Allocca, Renato Carpentieri, Lello Serao e Tonino Taiuti. Gli spettacoli, il primo conclusosi lo scorso 30 ottobre “Il ramo d’oro “ ovvero il regno degli effimeri con Pulcinella e Felice (quest’ultimo personaggio interpretato da Francantonio) protetti dalla Dea del Fuoco mentre dallo scorso 8 novembre sino al prossimo 28 sarà la volta della rappresentazione “Le statue movibili” da Antonio Petito per la regia di Lello Serao. I personaggi e gli interpreti del capolavoro che sta registrando un notevole successo sono Felice, nel ruolo dello scultore fallito interpretata dal nostro conterraneo Francantonio, Cardillo, lo studente universitario suo coinquilino interpretato da Gennaro Monti, Pulcinella, loro servitore interpretato da Sergio di Paola, Luisella, la giovane portinaia amata da Felice, Don Pasquale, il ricco proprietario di case ,ruolo interpretato da Ciro D’Errico, Don Asdrubale Barilotto, il padrone dell’appartamento locato da Felice e Donna Cornelia, zia di Felice ,una donna di paese, incolta e credulona interpretata da Caterina Pontrandolfo. La drammaturgia curata da Mario Santella con la collaborazione di Lello Serao, le scene di Tonino di Ronza con l’assistenza di Giovanni Scrurria, i costumi di Anna Maria Morelli con l’assistenza di Roberta Mattera e Giovanna Napolitano, il disegno luci di Lello Serao insieme all’assistente alla regia Alessia Sirano, il direttore di scena Marcello Iale si sono surclassati tutti per dar corpo ad una rappresentazione eccelsa che polarizza l’attenzione e sta suscitando critiche e consensi molto favorevoli. Durante il corso di un piacevole colloquio con l’amico attore Francantonio, mentre si gustava un buon caffè, lo stesso parla del progetto, in maniera così entusiastica, al punto tale da catapultarci sulle scene, provando il brivido, l’emozione di essere parte integrante di una rappresentazione e vivendo indirettamente le suggestive emozioni o, se vogliamo “ pulcinellate” che ogni sera, vengono vissute da giovani, bambini, adulti partenopei e turisti i quali, comodamente in sala ,oltre a coltivare la popolarità dell’evento teatrale non ne perdono la profondità divenendo occasione valida di riflessione sulla convivenza tra gli uomini , di memoria e di orgoglio. Recuperare e promuovere la tradizione teatrale , in una moderna riscrittura, un repertorio, in sinergia con la biblioteca Lucchesi Palli e le Università, spiega Francantonio nel mostrarci il coupon del programma, intesa come appunto riscrittura , all’interno di una sperimentazione , senza illusioni di mitiche età dell’oro della teatralità, di suggestioni e ricerche del teatro del ‘900, troppo prematuramente abbandonate, quindi senza cadere nei due possibili aspetti negativi quando si parla di tradizione,ossia un ringiovanimento grazie al maquillage superficiale mediante la sovrabbondanza di mezzi materiali, quali le scene, i costumi e altro ancora e l’usura, laddove i teatrini ,al di là di eccellenze di mestiere, sono portatori di una concentrazione del teatro statico, mai aperta al nuovo, troppo compiacente verso il pubblico , che non è chiamato a nessuno sforzo, perché viene invitato ad un pranzo a cui è avvezzo, di cui conosce ogni portata.

Na.An.

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