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*Poesie* – Valerio Magrelli (1957 —-)

Ricevo da te questa tazza
rossa per bere ai miei giorni
uno ad uno
nelle mattine pallide, le perle
della lunga collana della sete. E se cadrà rompendosi, distrutto,
io, dalla compassione,
penserò a ripararla,
per proseguire i baci ininterrotti.
E ogni volta che il manico
o l’orlo si incrineranno
tornerò a incollarli
finché il mio amore non avrà compiuto
l’opera dura e lenta del mosaico.

Valerio Magrelli (1957 —-)

Magrelli è considerato da molti il più rappresentativo poeta della generazione degli anni’80, capace di introdurre in maniera originale nella cultura italiana esperienze letterarie statunitensi, come il minimalismo. L’oggetto letterale della poesia selezionata è in realtà un’umile tazza, che diventa, però, occasione di riflessione alta: l’amore e la vita sono un’opera dura e certosina, che si conserva grazie alla visione della complessità del rapporto, a mosaico, in cui si dà e si riceve. E’ evidente che l’incrinazione del manico è una metafora, è un’immagine altamente significativa che assurge ad uno status autonomo di significanza all’interno della poesia: la vita di oggi avanza altalenante tra rotture e ricuciture con l’alterità e con il sé. Nella poesia non dice chi rompe il manico della tazza; è dato sapere soltanto che si rompe e tocca ai protagonisti ‘compiere l’opera dura e lenta del mosaico’. Ciò che avvince in questa poesia, per alcuni aspetti misteriosa, è il pensiero positivo, la volontà di ricostruzione, la tenacia nella fede nell’amore e nello spirito umano, espressa con un vocabolario in abbassare e una sintassi semplice: con pochissimi enjambement e con punteggiatura a fine di quasi ogni verso. Questa impostazione nasconde l’insegnamento dei grandi poeti anglosassoni e statunitensi, con i quali Magrelli ha un costante confronto – scontro.

Giuseppe Rotoli

© Riproduzione riservata

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