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*Pignataro* – Improvviso blitz dell’Arma. 20 uomini setacciano il paese

Serata di forte apprensione nel centro della cittadina dell’agro caleno con un improvviso blitz degli uomini del Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta che armati di tutto punto sono piombati nella cittadina dell’agro caleno verso le undici di sera ed hanno perquisito alcune abitazioni, tra cui quella disabitata del palazzo Pratilli in via Vittorio Emanuele III, già di proprietà della Chiesa di Pompei, poi,sembra pure di Raffaele Lubrano e oggi, si dice, della famiglia di Raffaele Antonio Ligato, il superlatitante della camorra casalese, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Franco Imposimato, fratello del giudice Ferdinando. La notizia, sebbene l’ora fosse tarda, è stata subito riportata in ogni dove dall’opinione pubblica, che ha visto di buon’occhio il controllo delle attività anticrimine perché queste ormai riflettono una situazione di allarme che in questi giorni d’autunno ha visto il rigurgito di una microcriminalità che non è più latente ma che, purtroppo, è sempre presente nella cittadina dell’agro caleno. Così, ieri notte, era stata sparsa anche la voce dell’arresto dei più piccoli dei figli maschi di Raffaele A. Ligato, Gaetano; più tardi, la notizia è stata confermata dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Caserta che hanno tratto in arresto il giovane perché trovato in possesso di circa 35 grammi hascisc. Intanto, si attendono ulteriori accertamenti delle forze dell’ordine. Nella gente, però, il blitz di mezzanotte ha destato molta sensazione. Venti uomini che hanno rovistato palazzo Pratilli e poi hanno visitato i parchi Fucile e Austerity, alla ricerca di tracce e di possibili conferme del passaggio del superlatitante, che ha in stato di detenzione anche l’altro figlio, Pietro, pare entrambi legati al clan Massaro di San Felice a Cancello. A ciò, bisogna aggiungere che comunque continua nelle strade e presso il centro sportivo ai piedi della collina di San Giorgio, in Monteoliveto, lo spaccio di droghe e di sostanze stupefacenti. A quanto è dato conoscere, da persone solitamente bene informate dei fatti, l’acquisto di “roba” induce anche minorenni a compiere abusi e illegittimità per entrare in possesso delle micidiali sostanze. Da più parti, si levano numerosi segnali d’allarme ma sembra che la cittadina stia perennemente in clima di torpore per queste vicende, considerato che non tutti intendono accettare la triste realtà di un amico, un figlio e un parente che fa uso di sostanze stupefacenti.

ZE.DA.

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