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L’Italia si ferma per lo sciopero

I primi dati sullo sciopero generale di oggi proclamato da Cgil, Cisl e Uil contro la manovra finanziaria indicano un successo pieno. Nella gran parte delle città italiane si sono bloccati trasporti, poste e banche, le fabbriche hanno lavorato a ritmo ridotto, molti i voli cancellati negli aeroporti. Alle 70 manifestazioni nei principali centri, secondo quanto ha affermato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, al corteo di Venezia, hanno partecipato “milioni di lavoratori” per dire ‘no’ a una manovra considerata iniqua e inadeguata per rilanciare lo sviluppo.

Allo sciopero, secondo i primi dati raccolti da Cgil, Cisl e Uil, ha aderito circa l’80 per cento dei lavoratori, con punte del 90-100 per cento. A Milano, per la manifestazione chiusa dal segretario generale Guglielmo Epifani, hanno partecipato circa 100mila
persone. “Il governo ha fatto tante promesse, garantendo anche la luna, ma non ha saputo mantenerle – ha detto il leader della Cgil – Il taglio delle tasse promesso col patto con gli italiani valeva sei volte quello attuato – ha spiegato – mentre ai pensionati ha garantito 500 euro al mese, ma sono 4,5 milioni le persone al di sotto di questa soglia”.
Epifani ha poi spiegato che “occorre prevedere un bonus per i pensionati e gli incapienti, mentre con questo taglio delle tasse il governo dà poco a tanti, niente a molti e tanto a pochissimi”. “Dare a tutti i lavoratori dipendenti – ha aggiunto Epifani – la restituzione del drenaggio fiscale che il governo ha tolto da tre anni e prima di parlare di riduzione delle tasse, scovare qualche evasore”.

A Venezia circa 40mila lavoratori hanno sfilato nonostante l’acqua alta. Savino Pezzotta, che ha concluso la manifestazione, ha risposto a chi ha accusato i sindacati di aver proclamato uno sciopero prettamente politico. “Ebbene sì, questo è uno sciopero politico – ha detto dal palco il leader della Cisl – altro che concertazione, dialogo sociale e confronto negoziale. Siamo chiaramente entrati – ha aggiunto Pezzotta – in una nuova fase politica, in cui il governo ha deciso di rompere il confronto con la parti sociali ed andare avanti da solo. Quello di oggi è uno sciopero politico, perché è contro una politica che non condividiamo e che vogliamo cambiare”.

A Torino, dove la manifestazione è stata chiusa dal segretario generale della Uil Luigi Angeletti, il corteo aperto dai lavoratori dell’Embraco ha visto la partecipazione di circa 55mila lavoratori. Il leader della Uil ha concluso con un monito duro a Palazzo Chigi: “Abbiamo scioperato contro una politica sbagliata del governo e dobbiamo insistere, fino a quando non la smetteranno di fare finta di non capire”.

Al corteo di Roma, dove in circa 70mila hanno sfilato nonostante la pioggia battente, ha partecipato il leader del centro sinistra Romano Prodi, che ha sottolineato come questo sia l’inizio di un lavoro “per far resuscitare questo Paese”. “Siamo in una situazione
disastrosa – ha osservato – siamo l’ultimo paese in termini di sviluppo e questo è dovuto a quattro anni di cattiva politica. Non è una manifestazione di poco conto, ma l’inizio di un’azione unitaria”.

Mercone Gaetano (fonte “La Repubblica”)

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