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“Pignatarisi cammina paisi”. Il duro mestiere del vaticale di Pignataro

Per ascendere nella gerarchia sociale, il vaticale, ossia il piccolo commerciante ambulante, doveva sottoporsi a sacrifici rilevanti. Il canonico Giovanni Penna, scrive che tale mestiere ” è faticato assaissimo”, ma ottiene col suo lavoro agi per la famiglia e una nutrizione decisamente migliore rispetto a quella del bracciante. “Travagliano questi poveretti quasi tutto il giorno, e per lo più di notte” d’estate, “ sopportando diurnamente la “sferza del sole”, mentre “ d’inverno s’imbacuccano entro una coperta o che nevichi o che piova”.
Inoltre, nell’Ottocento il vaticale era costretto a stare per lunghi periodi lontani dal paese, in giro con le strade dissestate e infestate da malviventi, sempre preoccupati di essere derubati dai ladri “ con pericolo della vita”, ma i vaticali di Pignataro, da buoni “pignatarisi cammina paisi”, come erano definiti, rappresentavano un elemento di contatto tra la realtà del villaggio e i paesi pur lontani dove si recavano a commerciare i loro prodotti. Essi si recavano nei mercati o altrove, trasportando derrate “ a schiena di muli, di asini o con traini.
Inoltre Penna osserva che essi assumevano delle caratteristiche tipiche dei mercati che frequentavano, mentre la definizione “ Pignatarsi cammina paisi” identificava un mestiere e, al tempo stesso, l’appartenenza ad una specifica comunità. Nicola Borrelli scrive che tale particolare attività del nostro popolo meritò ad essi il “ blasone” popolare di Pignatarisi cammina-paisi
I vaticali, si distinguevano, inoltre, insieme ai negozianti, per il fatto di far sposare particolarmente presto, e senza distinzione di sesso, i propri figli con età media di 22 anni, a differenza dei benestanti e professionisti, la cui età media di matrimonio dei maschi era di 28 anni.
Ovviamente essendo “pignatarisi cammina paisi” i vaticali intendevano dare presto un futuro matrimoniale ai loro figli e alle loro figlie.
L’autonomia del nuovo nucleo familiare era di mettersi in società col padre o di emanciparsi dal mestiere del genitore, mettendo in questo caso a frutto la dote monetaria della sposa.
Nel primo caso si trattava di autonomia relativa, mentre nel secondo dell’ascesa sociale auspicata dai genitori.

Angelo Martino
redazione

Bibliografia:
Giovanni Penna- Stato antico e moderno del circondario di Pignataro e suo miglioramento- 1833
Nicola Borrelli- Saggio di Etnografia popolare di Terra di Lavoro- Santa Maria C.V- 1925

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