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Mons. Raffaele Nogaro e la visita a Caserta di Papa Francesco

Il titolo delle riflessioni di Mons. Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, sulla visita di Papa Francesco, a Caserta nel mese di luglio 2014, è ” Non lasciatevi rubare la speranza”, lo stesso di un noto testo di Jorge Mario Bergoglio, con il pensiero tutto mirato a rendere il messaggio di Papa Francesco calato nella specifica realtà casertana.
Come è noto, in tale periodo Papa Francesco visitò anche la comunità evangelica di Caserta, forte segnale e gesto di rottura con la persecuzione operata anche dai cattolici nei confronti dei pentecostali.
L’intento di Mons. Raffaele Nogaro, in coerenza con il suo vissuto di grande guida spirituale, ruota attorno a quanto esplicitato in Evangelii Gaudium: Gesù è vivo e presente tra i cittadini quando sanno promuovere la fratellanza, il desiderio di bene comune, di giustizia, di accoglienza, attuando la verità della liberazione cristiana.
Nella realtà casertana- riflette e si chiede Nogaro- quale senso assume l’evangelico “sollevare, guarire, liberare”?
Gesù- sottolinea Mons. Nogaro- è vivo e presente come nostro compagno di viaggio se sappiamo recare nel cuore, ma anche nelle tasche il Vangelo, perché non lo troveremo in alcuni luoghi dove vi è ” culto ipocrita e mercenario”. A tale genere di culto Gesù non solo non riconosce alcun valore, ma ” ha un gesto di commiserazione” per tale luogo di culto dove ” c’è la religione feticista con il commercio del sacro” e lì Gesù non è presente, ” non vi può essere Lui”.
In tale contesto la visita a Caserta di Papa Francesco ha costituito un forte invito ai preti della diocesi ad essere veri discepoli, e non “ funzionari della Chiesa”, premessa necessaria e insostituibile, tramite l’esempio, per opporsi alle tante oppressioni e schiavitù, alle numerose disuguaglianze, alle ecomafie, alla distruzione dell’ecosistema, realtà balzata in maniera drammatica nelle cronache recenti della provincia di Caserta.
La premessa della speranza passa, secondo Mons. Nogaro, in una presa di coscienza di una “Chiesa aperta” che sappia superare “ il clericalismo della casta sacerdotale”. In tal modo possiamo sentire Gesù vivo e presente e “ la Chiesa e il papa non possono imprigionarlo nella legislazione canonica o nelle alchimie dottrinali dei teologi”.
E’ ciò che Papa Francesco esplicita in maniera chiara, diretta e semplice, come è nel suo stile, a Caserta nell’omelia del 26 luglio 2014 allo stesso modo in cui ha avuto modo di dire, in altre occasioni: date i conventi vuoti agli immigrati e ai poveri; io mi vergognerei d’entrare in certe macchine dei preti.
D’altronde l’inno di speranza per Caserta- come Mons. Nogaro definisce l’omelia di Papa Francesco a Caserta – non poteva non offrire l’occasione per tante riflessioni da parte di un vescovo come Raffaele Nogaro, le cui omelie sono state in passato oggetto di polemiche e critiche ingiuste.
Nell’omelia Papa Francesco rivela che, allorché è arrivato a Caserta, un cittadino gli si è avvicinato per chiedergli di infondere speranza. La risposta di Jorge Bergoglio fu: “ io non posso darvi la speranza, io posso dirvi dov’è Gesù e Gesù è la risposta, anche quando bisogna salvaguardare la salute e l’ambiente, la stessa vita, donandoci anche il coraggio di dire no ad ogni forma di corruzione e di illegalità ed essere sempre al servizio della verità, con particolare attenzione al povero e all’escluso”. In effetti Papa Francesco additava lo stile di vita evangelico, “ avendo il Vangelo tra le mani, sul comodino, nella borsa, in tasca per aprirlo e leggerlo”. E lì leggendo e rileggendo vi era la risposta, che chiedeva il cittadino di Caserta, a nome di tutti coloro che soffrivano non solo per la salvaguardia dell’ambiente e della natura, ma anche per la loro stessa vita.

Angelo Martino
redazione

Raffaele Nogaro- Non lasciatevi rubare la speranza- Papa Francesco visita la città di Caserta- Il Pozzo di Giacobbe- 2015

NON LASCIATEVI RUBARE LA SPERANZA

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