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Il passato non passa. Anzi, ritorna!

Sono appena tornato dal lavoro,  attraversando  Via Calvi, Via Cavella, Via Papa Giovanni. Ho pensato al mio paese,  e mi è venuta in mente una sola  cosa: un paese fatto a pezzi. Cadente, ma soprattutto decadente!  Arredo urbano inesistente o distrutto, negozi in fin di vita, degrado urbano diffuso, erbacce che crescono rigogliose e ribelli in ogni dove.

Da qualunque prospettiva si osservi la realtà. Qualsiasi analisi si faccia ,  sopra, sotto e in mezzo alle  righe, la conclusione  non può essere una:   è davvero  lunga la strada per rimettere in piedi il nostro paese  ed è tutta in salita.  Un motivo in più per essere cittadini onesti, leali e responsabili.

Ci vorrebbe  amore e uno scatto di orgoglio da parte di tutti. L’azione  individuale gratifica, infatti,  solo il singolo, agire  insieme per un obiettivo comune gratifica tutti.   Il nostro paese, però,  non è pronto per il cambiamento perché è inseguito dal suo passato. Siamo risucchiati dalle sabbie mobili di un passato che non passa.

È difficile essere discontinui dall’ idea che si ha della politica e del bene comune. La politica è una centrale elettrica che si nutre  di una biomassa chiamata “zuppa”,   che alimenta se stessa. E nonostante i proclami e la propaganda pompati soprattutto a mezzo social, i candidati che hanno più mercato sono  i principali colpevoli della regressione  sociale, civile e politica del nostro paese.

La politica continua ad essere una partita  giocata sempre dagli stessi giocatori,  con la certezza che a perdere saranno sempre e solo  i cittadini.  Per vincere a poker è fondamentale saper bluffare.  Per  vincere anche in politica  bluffare  aiuta, ma  quando il bluff viene scoperto è difficile  amministrare. E vincere senza poter amministrare serve solo a gonfiare il narcisismo e il portafoglio  dei “vincenti, con i cittadini “vinti” per l’ennesima volta.

L’amministrazione pro tempore è uno yogurt a breve scadenza,  ma  se non faremo  tutti autocritica, scelte coraggiose, se non saremo generosi, il  rischio sarà quello di avere come prossima amministrazione uno yogurt già scaduto.

Non aggiungo altro per  non tediare  chi legge, e  perché questa settimana ho visto e sentito fatti che mi hanno lasciato il retrogusto delle cose andate a male.

Bartolo Mercone

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