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UN PUC CAPACE DI SOVVERTIRE FINANCHE LA VOLONTÀ POPOLARE

Cuccaro e Fucile sono stati chiari fin dal primo momento: “Il Puc va approvato, costi quel che costi”. Il tentativo che un “piano urbanistico per pochi” venga davvero approvato è purtroppo  concreto.

Il tutto parte dal giorno in cui Gaetano Fucile dall’opposizione passa in maggioranza. Già allora trapelarono voci di un possibile accordo tra i due acerrimi nemici per l’approvazione del Puc.

Qualche giorno fa il duo Cuccaro-Fucile, pur di adottare il Puc in Giunta, in meno di due giorni, ha defenestrato due assessori, Giorgio Valente e Giorgio Vito, riottosi per motivi poco nobili, ed ha  nominato al lor posto, al solo scopo di raggiungere il numero legale, la signora Angela De Felice, moglie di Pierino Patricelli, uomo molto vicino al Fucile. Nel frattempo Fucile ha “meritato” addirittura la nomina a vice sindaco.

Così il Puc è stato adottato dalla Giunta con solo due persone favorevoli: FUCILE e CUCCARO. Due tra i più grandi portatori di interessi personali che Pignataro conosca.

Per essere definitivamente approvato il Puc deve essere votato anche in Consiglio Comunale. Cuccaro e Fucile per portare a termine il loro piano devono quindi trovare il numero di consiglieri per approvarlo proprio nel Consiglio Comunale.

Sono così partite le trattative con quella parte della minoranza interessata ai voti di Fucile. L’ostacolo ad una definizione della trattativa sarebbe la presenza ingombrante di Raimondo Cuccaro.  Ed ecco la genialata. In questa settimana Raimondo Cuccaro si è messo in “ferie”, sospendendosi dalla carica di sindaco, fino a data da determinare. A sostituirlo Gaetano Fucile.

Si è sovvertita la volontà popolare. Il candidato a Sindaco che cinque anni fa era stato bocciato dagli elettori, arrivando ultimo, è attualmente il sindaco di Pignataro Maggiore.

Ma tutto ha uno scopo. L’operazione potrebbe mettere insieme tutte le parti per approvare il Puc anche nel Civico Consesso.

L’unico sentimento che ci pervade, dopo aver assistito a cinque anni di dimissioni fasulle, ritorni taciti, recuperi tra le fila dell’opposizione e addirittura raggiungimento del numero legale ricorrendo a nomine esterne, è il disgusto. Questa tutto è tranne che politica.

 

Comitato Elettorale

Ricoloriamo Pignataro

 

 

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