CdP

La Repubblica è “Fondata sul lavoro”: buon Primo Maggio a chi lo ricorda tutti i giorni dell’anno

Anche se si vede la luce di un fiammifero in fondo al tunnel,  oggi si celebra ancora  o forse è meglio dire si commemora la festa del lavoro che non c’è. Il Primo Maggio per chi non ha lavoro, è precario, è esodato, è la giornata dell’umiliazione, dell’emarginazione, della disperazione, della solitudine.

Questo è il popolo degli invisibili, affollato di persone che senza il lavoro sono meno liberi, vedono affievolirsi la speranza e la a possibilità di vivere una vita dignitosa.  Questo è il popolo di chi sussurra aiuto, senza essere sentito, perché   noi,  il popolo dei “visibili”,    assuefatti al rumore  ascoltiamo senza sentire.  

In questo giorno occorre rivendicare il diritto ad avere diritti. Nella nostra Costituzione il lavoro è il primo dei diritti. Il lavoro che ha un valore sociale perché dà dignità alle donne e agli uomini, e che va ben oltre il rapporto economico.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano il diritto al lavoro. Lo sancisce dalla nostra Costituzione. 
Per farlo occorrono coesione sociale e una politica che non si limiti a invocare equilibrio, coesione e senso di responsabilità per poi alimentare faziosità. 

Nonostante tutto nessuno si deve rassegnare a essere spettatore in un mondo che pare essersi dimenticato di lui , ma agire senza perdere la speranza.

Buon Primo Maggio nel ricordo di chi è morto di lavoro, e con il pensiero rivolto a chi muore perché il lavoro l’ha perso o non l’ha mai avuto.

Bartolo Mercone

© Riproduzione riservata

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *