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MODI DI DIRE E PARADOSSI

Tra le tante cose che non riusciamo a comprendere c’è il modo di dire ”col cemento si mangia”.

Da piccoli ci hanno insegnato che si mangia col cucchiaio, con la forchetta, che non si mangia con il coltello, nel senso che non lo si deve portare alla bocca; più tardi abbiamo appreso che si può mangiare con i bastoncini di legno e persino che si possa mangiare con le mani. Ma mangiare con il cemento no. Tutt’al più si potrebbe mangiare con una posata di cemento, ma non con il cemento.

Eppure, se provate a dire a qualche persona di buon senso che, per esempio, in alcuni spazi pubblici del nostro paese sono state realizzate delle strutture inutili, ancorché inguardabili, in cemento, vi sentirete rispondere senza indugio, con fare tra il rassegnato e l’adirato, che col cemento si mangia.

Se ci venisse chiesto che cos’è un paradosso, potremmo rispondere utilizzando una definizione da dizionario, oppure riportando direttamente qualche esempio.

A tutti è noto che se il proprietario di una casa del cosiddetto centro storico, riedificata nel secondo dopoguerra, formata da alcuni locali al piano terra e altri al primo piano, collegati da una scala scoperta situata all’interno dell’edifico, volesse coprire la scala con opere in muratura , non potrebbe farlo se non surrettiziamente, con tutti i rischi che ciò comporta.

Eppure, meno di un mese fa, in pieno centro storico, sono stati abbattuti degli edifici, questi sì antichi, in via del Vescovado per ricavarne, pare, dei luoghi di stazionamento per automobili. Secondo noi questo sventramento, concepito da una amministrazione e perpetrato da un’altra, in un comune dove a casa propria non si è padroni di configgere un chiodo, è un macroscopico esempio di che cosa è un paradosso.

A proposito: dopo l’abbattimento, in via del Vescovado sono state riversate molte decine di metri cubi di cemento!

 

Il ‘patafisico

 

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