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Dopo i contenitori presentate i contenuti

Dall’inizio della campagna elettorale i missionari dell’ordine del  “santino”, protettore delle balle elettorali, sono impegnati a diffondere il loro credo in tutte le case dei pignataresi. Il primo vero venerdì  elettorale, nel corso del mercato, le balle,   anche se non vanno mai in liquidazione, sono state svendute gratis.  E’ certo che i prossimi due venerdì,  le massaie pignataresi ascolteranno  alla fiera  settimanale  racconti più fantasiosi di quelli che si sentono  alla “fiera dell’est”.

Dopo la presentazione in contemporanea la scorsa  domenica  delle liste di “Noi con il cure” e de “L’Altra Pignataro”, ieri è scesa in piazza anche la lista di “Ricoloriamo Pignataro.  A occhio i “ricoloratori” erano più dei quattro gatti o dei quattro amici al bar, che solitamente affollano il deserto della politica pignatarese.

Non partecipo alla gara di chi  conta le persone che intervengono alle manifestazioni elettorali, perché preferisco  contare  le idee, con la speranza  di trovarle,  e ritengono che le persone non  si contino, ma contino.

In questa   campagna elettorale fino ad ora si è ricolorata La Svolta, che pur avendo dimostrato di avere  avuto poco a  cuore  i cittadini, è nella partita per demerito degli avversari, che sono divisi su tutto, ma uniti nel non fare opposizione fino alla fine all’amministrazione uscente.

Il “male di pignataro” sembra essersi  redento ed  essersi sciolto nel bene comune di bersaniana memoria, e tutto quello che è successo negli ultimi cinque anni pare sia colpa dell’amministrazione precedente o sia successo in un’altra Pignataro.

Il rischio è che usciremo da questa campagna elettorale peggio di come ci siamo entrati e  dopo aver seguito  il tifo per una partita che si è giocata solo sugli spalti.

Per amministrare il nostro paese non basta  “fare  i voti”, occorre creare  consenso.  Chi svende il proprio  voto non è meno colpevole di chi lo usa solo per fare voti. La retorica, gli slogan, i santini e le buone intenzioni lasciamoli ai politicanti.  Noi cittadini riprendiamoci il   paese. Riprendiamoci il futuro perché è  lì che passeremo il resto della nostra vita. Facciamolo  esprimendo un voto libero e consapevole. Il cinque giugno quando entreremo in quel piccolo luogo e chiuderemo la tenda alle nostre spalle, usiamo la matita  in maniera rivoluzionaria, pensando per una volta solo ai nostri interessi  e non a quelli dei politicanti.

Bartolo Mercone

 

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