CdP

Il nuovo inizio potrebbe coincidere con una nuova fine

Ho visto un chiodo e mi è venuta voglia di usare la tastiera del mio pc,  saldamente attaccata alla mia  scrivania. Sarò breve  per consentire ai lettori di CdP di leggere in fretta le mie considerazioni e di andare a fare cose più gratificanti. Per esempio incontrare, oltre ai soliti buontemponi ingrigiti da anni di  onorata carriera, nuovi buontemponi in grado di rinverdire  i fasti della satira locale.

Prima di commentare l’inizio dell’ultima settimana di campagna elettorale, sento il dovere di tranquillizzare i cittadini di Pignataro Interamna; se leggete sul web frasi del tipo “Pignataro bene comune”, “Ricoloriamo Pignataro” o “Noi con il cuore”, non sentitevi minacciati, il bersaglio non siete voi ma noi pignataresi “maggiori”

Dopo le rassicurazioni ai pignataresi  laziali, non  ho motivi validi per rassicurare anche i pignataresi campani.

L’unica cosa di cui sono quasi certo, infatti,  è   che la  prima cosa che faranno i prossimi amministratori, sarà quella di dare  il loro Iban all’ufficio ragioneria.

Dopo il primo giro di comizi,  ho l’impressione che sia in corso  una comica lotta di liberazione dalla realtà. Sui balconcino si sono alternati oratori che hanno  cambiato  più volte opinione che Rocco Siffredi partner.  Riconosco che  solo gli stupidi non cambiamo mai opinione, diffido però da chi cambia  opinione in maniera compulsiva.

Cari candidati, alla vigilia di questo ultimo giro di  comizi prima della chiusura del tre giugno,  spiegate ai cittadini in che cosa il “Magliocca ter” sarà diverso dalle prime due amministrazioni Magliocca; cosa avrà di nuovo la Svolta 2.0, che immagina un’altra Pignataro, suppongo perché consapevole dei danni fatti dalla prima Svolta a questa Pignataro; in cosa “noi con cuore” è diversa dal “Magliocca Ter” e dalla Svolta 2.0?

Basta con i buoni propositi da campagna elettorale che resteranno  sul balconcino, così come dei  buoni propositi per perdere  peso  prima della prova costume   resteranno i chili in più  anche dopo l’estate.

Tutti invocano il cambiamento, ho il dubbio però che davvero in pochi lo vogliano. Siamo e resteremo il paese del mugugno perenne che non cambierà mai.

Spero di essere smentito la notte tra il cinque e il sei giugno.

Bartolo Mercone

 

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