CdP

Il nostro voto ha valore ma non ha prezzo

Siamo entrati nell’ultima settimana  di passione elettorale, quella  dei like di Giuda e dei galli con la raucedine.  Questa è la settimana della polemica sul confronto pubblico tra i candidati a sindaco, che come nel 2006 e nel 2011 non ci sarà. Nulla di nuovo sotto il sole, che per fortuna inizia a scaldarci la testa e quella  cosa che non  si può dire per par condicio.  

Abbiate la gentilezza di sopportate  ancora per qualche giorno le mie   riflessioni  di fine mandato. La prima riflessione  (poco seria)  è che alcuni  comizi sono stati meno seducenti di una televendita di Mastrota dopo pranzo.

La seconda riflessione  (molto, molto  seria) è quella  che il  lavoro è un diritto che deve rendere liberi anche da chi pretende eterna gratitudine. Il voto deve essere libero, non riconoscente. Domenica segnate con la matita la vostra libertà di decidere senza condizionamenti.

Il voto è un dovere da esercitate in maniera consapevole; il suo uso responsabile è  fondamentale   per un  cambiamento culturale  necessario  per sperare di cambiare il corso della storia della nostra terra.

Cari amici candidati,  vi scrivo (anche) per dirvi di non scrivermi. Non c’è posto per le vostre balle elettorali nella mia cassetta per la posta.

Bartolo Mercone

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