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I nuclei familiari a Pignataro dal Cinquecento al Primo Seicento

Passando in rassegna i cognomi presenti nel Catasto, risulta che il cognome più diffuso a Pignataro nel Primo Cinquecento era Bovenzo con ben 11 nuclei familiari su 90. A seguire erano i De Alena, i Barricello, i Nacca con 7 fuochi( nuclei familiari) e i Vito o De Vito con 6 “fuochi”. Inoltre erano presenti nuclei familiari che- come scrive lo storico locale Antonio Martone- “hanno segnato un pezzo di storia del paese per poi scomparire”, ossia i Canzano, i Cerbo e i Villano, che hanno dato il proprio nome ai vicoli storici che essi abitavano.
Ben più delineata e completa ci si presenta la situazione nel Secondo Cinquecento, allorché le presenze dei “ fuochi”, ossia nuclei familiari, nel Casale di Pignataro subiscono qualche modifica con alcuni cognomi che non risultavano neanche più presenti rispetto alla prima parte del Cinquecento. Non erano, invece , ancora presenti cognomi che nel prosieguo saranno consistenti quali Aduce, Feula o Di Feula, Montanaro, Natale, Palmisano e Rotolo o Ruotolo.
I fuochi che nella seconda parte del Cinquecento registravano più presenze erano quelli dei Barricello con 29 record, Bovenzo con 25, Vechio con 24, Dalena con 20, Vito con 18, Villano con 15, Giuliano, Perterone, Borrello e Ioffreda con 14 e De Vita con 10.
Al di sotto delle dieci presenze troviamo 8 “ fuochi” Canzano, 7 Iorio e Nacca, 6 Corrado, 5 Margiocca e Mattiozzo, 4 Cicco, Monaco, Preite, Valente, 3 Cervo, Todisco, Tofano, 2 Fiore, Cannavacciaro, Trommetta e infine un nucleo familiare di cognome Martone.
Riguardo al Casato Barriccello, che rilevava più presenze, con 29 “ fuochi”, uno solo risultava numeroso: “Angelo e Laura procreano ben sette figli tra il 1572 e il 1587”. In relazione al casato Bovenzo, si evidenzia che su 25 “fuochi”, 15 sono indicati senza specificazione patronimica. Nel Catasto, il casato Vechio, che registrava 24 record, era riportato con la forma Viechio secondo la pronuncia dialettale locale; solo in seguito ci perverrà scritto con una forma meno dialettale , Vechio, con un sola “c”, che si evolverà, come d’altronde per quasi tutti gli altri cognomi, nell’attuale forma Del Vecchio. Infatti Dalena, con ben 20 presenze, talvolta è scritto nella forma staccata Da lena, per evolversi, nei secoli successivi in D’Elena.
I fuochi Vito, Villano, Giuliano già avevano la forma attuale, mentre il fuoco Pertorone diventerà gradualmente Pettrone, sia Borrello che Bovenzo diventeranno Borrelli e Bovenzi. Per alcuni è facilmente riconoscibile l’evoluzione, mentre per quanto riguarda il casato Preite si mostra necessario rimarcare l’evoluzione nell’attuale Del Prete.
Dal 1601 al 1655 cambia lo scenario in relazione ai cognomi più diffusi a Pignataro rispetto al Cinquecento, anche per una prima comparsa di fuochi di famiglie provenienti dai paesi limitrofi, seppur molto minoritaria, ma che nei secoli successivi troverà una sua più marcata affermazione.
Degli 85 casati, che formano 462 fuochi, ossia nuclei familiari, ben 35 compaiono una sola volta e quindici due o tre volte, ma alcuni di essi si diffonderanno nel Casale con una progressione rilevante.
Il casato dei Barricello, che era il più diffuso nel secondo Cinquecento, perde il suo primato, che viene acquisito da quello dei Bovenzo con ben 57 fuochi.
E’ da evidenziare, inoltre, che per la prima volta, si registrava una preminenza così rilevante del primo casato rispetto al secondo.
Infatti il secondo casato più diffuso, dopo i Bovenzo con 57 fuochi, era quello dei Giuliano con 28, a cui seguivano i Vito con 26, i Barricello con 24, i Vecchio( da notare che hanno già presente il cognome con la doppia “c”) con 22, i Villano con 19, i De Vita con 17, i Dalena con 15, i Borrello e i Pettorone con 13, Di Iorio e De Georgio con 11. Gli Ioffreda erano presenti con 7 record come i Parillo e gli Izzo di Calvi, i Canzano con 6.
Sei fuochi ciascuno presentavano i Boiano, Canzano, Margiocca, Montanaro, Rotolo e Valente. Erano presenti con 5 fuochi i Nacca e i Todisco, mentre con 4 i Martuccio, Palmesano e Russo.
Tutti i rimanenti fuochi erano presenti con record di uno o due, ma tra questi è interessante notare che alcuni, per lo più provenienti dai paesi limotrofi, ma anche lontani, avranno una buon record nei secoli successivi.
I Cuccaro, presenti con un solo fuoco, provenivano da Giano, come anche i De Staula, presenti nel primo Seicento a Pignataro con due fuochi. I Mercone, presenti con un solo casato, provenivano da Pantuliano, i Palumbo e i Penna, anch’essi presenti con un solo casato, provenivano da Casale di Teano. I Romagnolo ( un sol casato) provenivano dalla Baronia di Formicola. E’ da notare che il casato Lamberto proveniva da Cava dei Tirreni.
Accanto ai cognomi importanti che a Pignataro spariranno nel tempo, come i Barricello, i Canzano, i Parillo, notiamo il progressivo scomparire di sorprendenti cognomi presenti a Pignataro nel primo Seicento: i Fare con 6 record e gli Zingari con 8.

Angelo Martino

Bibliografia:
Antonio Martone- Storia di Pignataro in Età moderna- Il Cinquecento- Edizioni Santabarbara- Marzo 2009
Antonio Martone- Storia di Pignataro in Età moderna- Il Seicento- prima parte- Giuseppe Vozza Editore- 2013

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