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Francesco Bagno, il medico di Cesa martire della Repubblica Napoletana

Francesco Bagno nacque a Cesa (Caserta) il 26 giugno 1744 da Gregorio, barbiere-salassatore, e da Beatrice Ferraiolo da Grazzanise. Mariano D’Ayala, primo biografo e raccoglitore di notizie su Francesco Bagno, in relazione alle sue origini riporta: “ Lunghe ricerche ebbi a fare per le opere e le memorie e fino a la patria di Francesco Bagno. Anche il Lomonaco, primo raccoglitore di nomi più cari, ne errò il nome; i medici ne sapevano poco. I meglio informati lo dicevano di Teverola; lo seppi finalmente a Cesa”. I Bagno non erano una famiglia agiata, ma avevano a Cesa, nell’allora Terra di Lavoro, ora provincia di Caserta, una casa in Piazza della Concordia e vivevano con il mestiere, che, oltre al padre di Francesco, esercitava anche il nonno e lo zio Nicola.
Compiuti i primi studi a Cesa, Francesco si recò a studiare presso il seminario di Aversa, dove, quando i genitori si accorsero che il loro figlio prometteva in quanto ad intelligenza e profitto, concepirono l’idea- come riporta Salvatore Montuori- di dare a Francesco l’opportunità di potersi innalzare nell’esercizio della pratica medica, e di avere una cultura” più elevata di quella che comportasse il loro stato”.
Fu così che Francesco Bagno si trasferì a Napoli dove completò la sua formazione e la prima pratica medica nel collegio degl’Incurabili, ad iniziare dal 1774. Gli anni di studio di Bagno furono talmente apprezzabili che, presso tale università, il giovane Francesco seguì i corsi di Medicina di Domenico Cotugno e Francesco Serao.
Nel 1776 conseguì il titolo dottorale e gli fu assegnata la cattedra di Fisiologia, che tenne fino al 1789, anno in cui passò alla cattedra di Aforismi di Ippocrate fino alla sua destituzione per motivi politici nel 1796. Riguardo alla congiura del 1794, di cui fu accusato di aver preso parte, con l’accusa generica e comune a tutti i patrioti, che consisteva nell’amore della libertà, gli consentì di poter insegnare per soli altri due anni, Infatti, fu sospeso dall’insegnamento nel 1796. Ormai erano gli anni, come sottolinea Antonio Borrelli in cui “ per la prima volta nel secolo la pubblicazione di opere a carattere scientifico sembrò non più legata a episodi contingenti, ma a veri e propri programmi che si proponevano di rinnovare in profondità la cultura nel Mezzogiorno d’Italia”. Inoltre un medico illuminista, quale era Francesco Bagno, non limitava il suo intervento al singolo malato, quasi sempre benestante, ma all’intera collettività, per cui visitava prigioni, luoghi di lavoro e produceva medicinali per alleviare la sofferenza di tutti i sudditi del Regno, a cui attribuiva nella sua mente illuminata già lo status di cittadini.
Nel dicembre del 1798, quando Ferdinando IV di Borbone lasciò per un anno Napoli nell’anarchia, Francesco Bagno aderì nel 1799 al nuovo governo della Repubblica, fece parte del Comitato centrale di patrioti che si raccolsero in casa Fasulo e che poi presero Castel S. Elmo.
Fu, quindi nominato Commissario del Cantone Colle Giannone, notizia confermata anche dagli studi recenti di Mario Battagliani, e fu direttore dell’Università degli studi.
Non ottenne incarichi governativi e la sua partecipazione alla Società Patriottica lascia intuire che riteneva alquanto moderato il governo della repubblica, considerato troppo tiepido e sensibile alle pressioni degli aristocratici, mentre necessitavano interventi e riforme più radicali. Non fece mancare, tuttavia, il suo apporto attivo alla Repubblica in termini di idee e di sostegno ai patrioti. Importante si rivelò, altresì, la diffusione delle idee repubblicane di libertà ed eguaglianza tra i suoi studenti che provavano ammirazione per la forza con cui Francesco esprimeva i suoi ideali repubblicani.
Il suo ruolo attivo si esplicitò nella partecipazione al cosiddetto “Battaglione sacro della Repubblica”, formato dai giovani dell’ospedale degli Incurabili. Sarà questa l’accusa che lo porterà alla condanna a morte dopo la caduta della Repubblica Napoletana.
L’ardore dimostrato dai medici per la Repubblica, il valore e l’eroismo dei giovani degli Incurabili sono stati ricordati dal Cuoco in una bella pagina del Saggio sulla Rivoluzione Napoletana del 1799:
«La professione medica pare sia stata presa di mira dalla persecuzione controrivoluzionaria. Sarà un giorno oggetto di ammirazione per la posterità l’ardore che i nostri medici aveano sviluppato per la giusta causa. I giovani medici del grande ospedale degl’Incurabili formavano il Battaglione Sacro della nostra Repubblica»
Il 3 giugno 1799- rileva Mario Battaglini faceva parte della commissione “Per la Coscrizione militare e nella Guardia Nazionale, insieme con i Cittadini Azzia, Salfi, Celestino de’ Marzj, Francesco Saverio Granata, Gaetano Russo, Domenico Bisceglia, Vincenzino Russo, Giuseppe Poerio, Pietro Pulli, Giuseppe Giannelli, Francesco Guardati, Francesco Sacco, Giuseppe Cestari, Antonio Santorelli, P. Bernardino Pisticci, Gio. Donato Vitulli e Michele la Greca.
Nel corso della controrivoluzione legittimista e reazionaria, Francesco Bagno si mostrò tenace difensore della Repubblica Napoletana, combattendo con i suoi studenti al Ponte della Maddalena e con i colleghi medici Cirillo, Leonessa e Mauro. Dopo la sconfitta delle armi repubblicane fece parte del gruppo di patrioti asserragliati in Castel S. Elmo, dal quale uscirono ingannati dal non rispetto del trattato di capitolazione. E’ noto, infatti, il tradimento delle condizioni di resa, sottoscritte da parte del Borbone e da Horatio Nelson, che provocò tante dure reazioni nelle stesse nazioni e tra gli stessi governanti russi, inglesi, che, unitamente agli svizzeri, ai turchi e ai portoghesi, avevano contribuito a riportare sul Trono Ferdinando IV.
I patrioti della Repubblica furono, invece, tutti rinchiusi prima nelle carceri e poi processati da una fantoccia Giunta di Stato.
Francesco Bagno fu fatto scendere dalla nave inglese di Horatio Nelson il 3 agosto 1799 e, con un collare di cuoio, condotto in catene a Castel Nuovo. Ascese al patibolo il 28 novembre del 1799 ed il suo corpo fu sepolto nella chiesa di S. Eligio.

Angelo Martino

Bibliografia:
Salvatore Montuori- Francesco Bagno martire della repubblica napoletana- Fabozzi Editore- Aversa- 1904
Mariano D’Ayala- Vita degli Italiani benemeriti della libertà e della patria- Roma 1883
Antonio Borrelli- Medicina e società a Napoli nel secondo settecento da “ Archivio storico per le province napoletane- 1994
Giuseppe Bagno- Francesco Bagno medico e rivoluzionario- un capitolo della Rivoluzione Napoletana del ’99- Valdtrend Editore- 2016

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