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La fondazione della sezione napoletana dell’Internazionale socialista

Il 31 gennaio del 1869 fu fondata a Napoli la prima sezione italiana dell’Internazionale Socialista, organizzata in corpi di mestieri, la quale aderì pienamente allo statuto dell’ Alleanza della Democrazia Socialista, avente l’ufficio centrale in Ginevra. Essa era anche conosciuta come Società operaia di Napoli, in quanto in tal modo era chiamata dalle autorità. Il primo presidente fu il sarto napoletano Stefano Caporusso, mentre vicepresidente era il falegname Cristiano Tucci tesoriere lo scultore in creta Antonio Giustiniani e segretario il falegname Francesco Cirma. Il Caporusso annunciò la fondazione della sezione napoletana al V congresso dell’Internazionale che si tenne a Basilea il 5 settembre 1869 con queste parole: “ Sotto l’influenza della situazione economica dell’Italia meridionale e del progresso delle idee socialiste, una sezione dell’Internazionale poté essere fondata a Napoli nel mese di gennaio di quest’anno[…] La sezione di Napoli fa una propaganda attivissima nell’Italia meridionale, verso cui tutte le infelici popolazioni della penisola volgono lo sguardo come verso i precursori della vera libertà”.
Riguardo alla fondazione si è in possesso della testimonianza di Carmelo Palladino in una relazione del 13 novembre 1871, quando la sezione napoletana dell’Internazionale era ben avviata con un soddisfacente successo, annoverando ben 2261 soci di operai diversi, soprattutto tra carpentieri, fabbri, facchini, mugnai, sarti, scalpellini, muratori, decoratori, cantinieri, scultori di creta, esperti nella concia del cuoio, fabbri, facchini, lavoratori nelle fabbriche di tabacchi, cappellai, calzolai, lanai, 756 meccanici, 351 pellettieri e 142 pellettieri bianchi.
Tale relazione del Palladino riportava, tra l’altro, che la sezione napoletana della vastissima Associazione, fondata a Napoli ne gennaio 1869, “incubo di tutti i governi e privilegiati del mondo, assunse in breve insperate proporzioni. In un anno appena di vita aveva raggiunto la cifra di più di tremila operai d’ogni mestiere associati[…] Bentosto un’altra sezione di cinquecento individui si costituì in Castellammare di Stabia, ed altre sezioni erano in via di formazione su altri punti. Questo rapido sviluppo e incremento dell’Internazionale in una città come Napoli, ove la classe laboriosa è estesissima, destò naturalmente forte apprensioni nei capitalisti, capi di fabbrica e nel governo, apprensioni che toccarono l’apice del parossismo quando un giornale organo della Sezione cominciò a pubblicarsi, ed a fustigar severamente la condotta di questi signori”.
Il giornale a cui si riferiva il Palladino era l’Eguaglianza, Giornale degli operai , il cui primo numero uscì il 5 novembre 1869, ma già il 1° marzo precedente il Questore aveva segnalato al Prefetto che “ la nuova associazione va prendendo sviluppo, ed anziché restringersi ad occuparsi del suo materiale coinvolgimento, prende un indirizzo rivoluzionario sociale per opera ed impulso del noto avvocato Carlo Gambuzzi e del non meno noto Caporusso”. Tuttavia, nell’ambito della sezione napoletana dell’Internazionale già si stavano delineando le contrastanti posizioni tra rivoluzionari e moderati, con i rivoluzionari che rimproveravano ai redattori del giornale “L’Eguaglianza” di essere internazionalista solo di nome, trattando con moderazione la questione sociale, al punto di scrivere di non abusare dell’arma dello sciopero. Infatti, al riguardo di tale strumento di lotta, “L’Eguaglianza” ammoniva gli operai che “ ad ogni rincaro del prezzo del lavoro corrisponde un rincaro dei prodotti e quindi della vita, il cui peso sarebbe gravato anche sugli operai consumatori” e quindi lo sciopero andava proclamato solo in casi eccezionali.

Angelo Martino

Riferimenti bibliografici:

Giovanni Casella- “L’alba del movimento operaio a Napoli” in Raccolta” Rassegna storica dei Comuni” anno 1974- volume 6
Misato Toda- Errico Malatesta- Da Mazzini a Bakunin- Guida Editore- Napoli 1988- capitolo 5
Giulio De Martino- Vincenza Simeoli- La polveriera d’Italia- Le origini del socialismo anarchico nel Regno di Napoli ( 1799- 1877)- Liguori Editore- Napoli 2004

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