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I Casati di Pignataro nel Primo Seicento

Dai 560 abitanti del 1539, composti da 90 nuclei familiari, la popolazione del Casale di Pignataro passò ai 632 del 1583, ma con 146 nuclei familiari. All’inizio del secolo XVII la popolazione del casale di Pignataro raggiunse i 650 abitanti. Nel 1643 Pignataro, casale di Capua, contava gli ottocento abitanti con 180 nuclei familiari che erano denominati “fuochi”. Nel 1654 si oltrepassano i 1000 abitanti e Pignataro contava ben 1060 abitanti con un numero di fuochi salito a 212.
Tale crescita di 400 unità in mezzo secolo fu dovuta, secondo il prof. Antonio Martone, parzialmente a causa delle nascite che superarono i decessi, in parte all’apporto dei forestieri, come anche al trasferimento della sede vescovile da Calvi a Pignataro dagli anni venti del Seicento.
Degli 85 Casati, che formano 462 fuochi nella prima metà del Seicento, ben 35 compaiono una sola volta e quindici due o tre volte, ma alcuni di essi si diffonderanno nel Casale con una progressione rilevante.
Il Casato dei Barricello, che era il più diffuso nel secondo Cinquecento, perdeva il suo primato, che veniva acquisito da quello dei Bovenzo con ben 57 fuochi.
E’ da evidenziare, inoltre, che per la prima volta, si registrava una preminenza così rilevante del primo casato rispetto al secondo.
Quindi il Casato più numeroso era quello dei Bovenzo con 57 nuclei familiari, e il “fuoco” di Fabio e Contenia contava ben 13 figli, nati tra il 1612 e il 1636.
Seguiva quello dei Giuliano con 28 fuochi, di cui il più numeroso era Pietro e Preziosa con 9 figli.
Il Casato Vito contava 26 fuochi, e Bartolomeo e Gelemma avevano 7 figli. Il Casato Barricello contava 24 fuochi di cui il più numeroso era quello di Nicolò e Cornelia De Vita. Seguivano i Vecchio( da notare che hanno già presente il cognome con la doppia “c”) con 22 fuochi, con Placido e Bernardino Bovenzo che avevano 12 figli. Il Casato Villano contava 19 fuochi , di cui il più numeroso era quello Giovanni e Caterina Pizzutella I De Vita contavano 17 fuochi , con Paolo e Porzia Boiano che avevano 8 fogli. I Dalena contavano 15 fuochi, di cui il più numeroso è quello di Matteo e Maddalena Ioffreda con 7 figli. A seguire il Casato Borrello e Pertorone con 13 fuochi. Nicolò Borrello e Cornelia De Vita avevano ben 14 figli, mentre il fuoco di Geronimo Pertorone, che aveva sposato una Borrello, contava dieci figlie femmine. Al di sopra del numero di dieci, risultava presente il Casato Di Iorio con 11 fuochi, di cui il più numeroso era quello di Jacovo con 9 figli.
Per quanto riguarda i Casati meno numerosi, gli Ioffreda erano presenti con 7 fuochi, come i Parillo e gli Izzo di Calvi, i Canzano con 6.
Sei fuochi ciascuno presentavano i Boiano, Canzano, Margiocca, Montanaro, Rotolo e Valente. Erano presenti con 5 fuochi i Nacca e i Todisco, mentre con 4 i Martuccio, Palmesano e Russo.
Tutti i rimanenti fuochi erano presenti con nuclei familiari di uno o due, ma tra questi è interessante notare che alcuni, per lo più provenienti dai paesi limotrofi, ma anche lontani, avranno una buon numero di presenze nei secoli successivi.
I Cuccaro, presenti con un solo fuoco, provenivano da Giano, come anche i De Staula, presenti nel primo Seicento a Pignataro con due fuochi. I Mercone, presenti con un solo casato, provenivano da Pantuliano, i Palumbo e i Penna, anch’essi presenti con un solo casato, provenivano da Casale di Teano. I Romagnolo ( un sol casato) provenivano dalla Baronia di Formicola. E’ da notare che il casato Lamberto proveniva da Cava dei Tirreni.
Accanto ai cognomi importanti che a Pignataro spariranno nel tempo, come i Barricello, i Canzano, i Parillo, notiamo il progressivo scomparire di sorprendenti cognomi presenti a Pignataro nel primo Seicento: i Fare con 6 record e gli Zingari con 8.

Bibliografia:
Antonio Martone- Storia di Pignataro in Età moderna- Il Seicento( prima metà)- Giuseppe Vozza Editore-2013

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